Giungono buone notizie dallo Zimbabwe, nazione africana ancora sconvolta dall’uccisione del leone simbolo Cecil: Jericho, il fratello del noto felino, non è deceduto. La notizia si era diffusa nel weekend, quando la Zimbabwe Conservation Task Force aveva annunciato via Twitter la possibile morte del grande leone. Dopo qualche ora, però, la smentita: Jericho sta bene e ha adottato i cuccioli del fratello.

I pregressi sono ormai ben noti: Cecil, un leone dalla folta criniera nera nonché simbolo dell’Hwange National Park dello Zimbabwe, è stato ucciso da un dentista statunitense, il quale avrebbe pagato 50.000 dollari per una battuta di caccia con arco e freccia. All’emersione della notizia, nonché all’identificazione dei cacciatori illegali, è scoppiata una polemica internazionale, fuori e dentro i social network: in molti, infatti, hanno picchettato dinnanzi allo studio medico del professionista USA. Dalla scomparsa di Cecil, il fratello Jericho pare si sia fatto carico dei cuccioli rimasti, altrimenti aggrediti da altri maschi del branco pronti a prenderne il comando. Nella giornata di sabato, la notizia dell’uccisione anche di questo esemplare, poi rivelatasi fortunatamente falsa.

Stando alle ricostruzioni della stessa Zimbabwe Conservation Task Force, tre fonti avrebbero inizialmente confermato il decesso del felino ma, in realtà, pare si sia trattato di un errore di identificazione dell’animale. Dall’analisi dei dati del collare GPS, così come dai dati pubblicati ieri dall’Università di Oxford, Jericho risulta ancora in vita, nonché sempre intento a proteggere i cuccioli dello scomparso Cecil.

Il triste epilogo per il leone Cecil ha contribuito a riaccendere le attenzioni internazionali sulla questione della caccia illegale e del bracconaggio in Africa. Un trend, purtroppo in aumento, che non coinvolge soltanto i leoni: negli ultimi tempi fra le vittime designate soprattutto elefanti e rinoceronti, uccisi per il commercio e la domanda di avorio in alcune nazioni in Oriente, in particolare la Cina.

3 agosto 2015
Fonte:
CNN
Via:
AGI
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