Ivana Spagna per anni è stata al vertice delle classifiche con le sue canzoni che hanno segnato la discografia italiana, ma forse non tutti sanno che è anche una grande animalista e sostenitrice dei diritti degli animali. Da sempre si batte per la tutela e la salvezza di cani e gatti, tanto da prestare il suo volto per la causa animalista. La sua passione l’ha portata a battersi in prima persona, a scrivere un libro e ad aprire un negozio a tema.

La cantante è l’autrice di un piccolo racconto dal titolo Briciola, storia di un abbandono, dove racconta la storia di un tenero meticcio che viene abbandonato. La vicenda, per fortuna a lieto fine, ricalca fedelmente un’abitudine tipicamente nostrana di disfarsi di cani e gatti durante l’estate. Un piccolo manoscritto che punta l’obbiettivo nei confronti del randagismo, le problematiche legate ad esso e la relativa sofferenza patita dagli animali. Che Ivana Spagna amasse gli animali forse non è un grande segreto, del resto lei stessa negli anni si è circondata di piccoli amici a quattro zampe aumentando sempre di più il nucleo familiare.

Questa sua passione l’ha poi condotta a prestare la sua voce per storie e film con animali come protagonisti, ricordiamo ad esempio Il Re Leone, fino all’apertura di un mini store dedicato ai quattro zampe. Il negozio si chiama Belli e Monelli ed ha sede a Como, vicino a Belvio dove da anni risiede, ed è completamente dedicato agli animali e alla loro cura, alimentazione, salute, al loro svago e al loro look.

Un piccolo tributo che la stessa Ivana ha voluto pagare in onore dei suoi amici benefattori che tanto hanno fatto nella sua vita, in particolare dopo la dipartita della madre. La cantante, che era caduta in una depressione e un malessere profondo, aveva pensato ad un gesto tristemente estremo. Ma grazie all’amore della sua gatta e alla sua costante ricerca di attenzione, Ivana è riuscita ad abbandonare l’oscurità che la circondava risalendo la china. Un esempio di come spesso gli animali, grazie al loro amore unico e disinteressato, riescano a fare la differenza anche in casi drammaticamente difficili ed estremi. E come sostiene lei stessa:

«Adoro i gatti. Penso quasi che ogni gatto che incontro, in un certo senso, mi appartenga».

17 maggio 2012
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