IUSES: l’efficienza a scuola

Tra i progetti elencati sul portale dell’Area Science Park, parco di ricerca e sviluppo collegato al prestigioso Centro Internazionale di Fisica Torica di Trieste, è elencato il progetto IUSES tra le proposte per l’efficienza energetica. La struttura triestina è solita a simili iniziative, con studi di avanguardia sull’efficienza già promossi in passato.

Pertanto ci si aspetterebbe che anche lo IUSES proponga qualche idea innovativa, in grado di imprimere una svolta alla scarsa virtuosità nazionale in campo di efficienza energetica. Si scopre che la soluzione innovativa stavolta è invece quella più ovvia e a portata di mano.

IUSES è infatti una sigla che sta per “Intelligent Use of Energy at School“, nome di un progetto mirato ad insegnare alle scuole, dagli insegnanti agli studenti, tutte le pratiche virtuose per un concreto risparmio di energia. Ridurre ciascuno la propria impronta ecologica, per apportare il proprio contributo ad una riduzione collettiva delle emissioni.

Il programma, promosso dall’Unione Europea in 12 Stati, sta facendo i primi passi in Italia in Friuli Venezia Giulia, promettendo però di estendersi a breve su tutto il territorio nazionale.

Tra le proposte di efficienza, semplici regole che permettono, anche senza modificare il proprio stile di vita, di ridurre in maniera consistente il proprio impatto. Dallo spegnere i LED dei prodotti elettronici, al guidare in modo sostenibile (per gli insegnanti..), dallo staccare i caricabatteria dalle prese di corrente quando non utilizzati, al cambiare le vecchie lampadine incandescenti con quelle a basso consumo, alla scelta dei mezzi pubblici.

Tutte più o meno piccole accortezze, che sarebbero però potenzialmente in grado nel nostro paese di ridurre i consumi e dunque le emissioni fino al 20 per cento nell’arco di pochi anni (tenendo conto di una simile politica anche in campo industriale).

Un progetto semplice, quanto utile e lungimirante, che ribadisca ancora una volta quanto, insieme alle innovazioni, siano importanti i comportamenti individuali e la presa di coscienza. E che per una volta considera quanto è importante, per la realizzazione di una società sostenibile, l’esistenza di sistemi funzionali di educazione, comunicazione, informazione.

20 ottobre 2008
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