È stato presentata a Roma l’edizione 2010 dell’Annuario dei dati ambientali dell’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). La pubblicazione, che fornisce un quadro ampio e completo dello stato di salute ambientale del nostro Paese, prende in considerazione parametri quali cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, biodiversità, qualità dell’aria e delle acque interne e salute.

Secondo Bernardo De Bernardinis, presidente dell’ISPRA:

L’Annuario dei dati ambientali non è una forma di comunicazione in tempo reale di dati oggettivi, ma un documento di analisi dei trend dei fenomeni descritti. Gli indicatori adoperati consentono l’esame della catena causa-effetto nel processo di impatto delle attività umane sull’ambiente, permettendo di verificare l’efficacia degli interventi adottati ed evidenziando la potenziale eventualità di situazioni critiche, se non emergenziali. A tale scopo è stata data maggiore importanza alla robustezza dell’informazione rispetto alla tempestività del dato, di competenza anche di altre Istituzioni.

Analizzando più in dettaglio il rapporto, il primo dato che colpisce è il fatto che, nel periodo di tempo compreso fra il 1990 e il 2009, è stata registrata una significativa diminuzione nell’emissione di sostanze tossiche in atmosfera quali zolfo (-87,2%), ossidi di azoto (-51,3%) e ammoniaca (-16,5%). La situazione rimane comunque preoccupante se si prendono in considerazione le cosiddette polveri sottili, rispetto alle quali almeno il 45% delle stazioni di monitoraggio di PM10 ha superato il valore limite giornaliero, soprattutto nelle grandi città del nord.

In generale, le emissioni di gas serra del 2009 sono state inferiori del 9,3% rispetto all’anno precedente, fenomeno fortemente condizionato dalla crisi economica che ha colpito il settore industriale, ma lo stesso non è stato osservato per quanto riguarda le condizioni climatiche. Come già avvenuto in Italia nei tre anni precedenti, il 2009 è stato un anno sensibilmente più caldo della norma, con un aumento medio della temperatura pari a +1,19 °C.

Notizie relativamente buone, invece, per quanto riguarda lo stato di salute dei nostri boschi. La superficie forestale italiana avrebbe infatti subito un aumento, dovuto non solo alla naturale espansione del bosco ma, soprattutto, alle attività di riforestazione portata avanti in numerose aree del paese. Da ricordare comunque il fatto che gli incendi continuano a essere la principale fonte di disturbo del patrimonio forestale e che, i circa 5.500 incendi verificatisi nel 2009, hanno distrutto 31.000 ha di boschi (il 40% dei quali solo in Sardegna).

Un ultimo aspetto da segnalare riguarda infine il preoccupante stato idrogeologico dei nostri territori. Secondo il rapporto, in Italia vi sarebbero circa 5.708 comuni (70,5% del totale) interessati da cedimenti e smottamenti, di questi 2.940 sono classificati con livello di attenzione molto elevato, 1.732 con livello elevato e 1.036 con livello medio.

25 maggio 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento