L’acqua in Italia costa alle famiglie 194,80 euro l’anno. Sarà l’effetto del referendum che ha fermato la privatizzazione (e i vari “ritocchi” tariffari che ne sarebbero conseguiti), ma rispetto al resto d’Europa da noi costa un po’ meno.

Il bilancio sui costi idrici in Italia è tratto dal Blue Book, realizzato dalla fondazione Utilitatis e in uscita a ottobre, di cui alcune anticipazioni sono state rese al Festival dell’Acqua di Genova. Tra gli altri dati emersi, quello sull’incidenza sulle spese famigliari: l’acqua si attesterebbe allo 0,8%, mentre il 2% per il telefono e il 14,8% per l’energia.

Nel rapporto annuale sullo stato delle risorse idriche in Italia (per quanto riguarda le risorse, le infrastrutture e le gestioni), si indica inoltre la cifra di 66,2 miliardi di euro che dovranno essere investiti nei prossimi 30 anni, soprattutto per quanto riguarda fognature e depurazione. Molti di questi soldi dovranno essere spesi nel nord-ovest, ma di questi solo il 10,5% sembra godranno della copertura statale. Questo il commento di Mauro D’Ascenzi, vicepresidente di Federutility, riportato da AdnKronos:

Alla manovra -ha detto commentando i dati del Blue Book- si chiede di essere un volano per lo sviluppo. Nel settore idrico ci sarebbero da investire 66 miliardi di euro che non graverebbero sul bilancio dello Stato e sarebbero un formidabile strumento anticiclico per l’occupazione e lo sviluppo. Invece siamo in una situazione di incertezza normativa con la spada di Damocle delle multe Ue per i ritardi che abbiamo nella costruzione di depuratori e con i servizi pubblici locali penalizzati dalla manovra economica.

10 settembre 2011
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