Italia a Tavola 2011: boom di cibi contraffatti per MDC e Legambiente

Quando si parla dell’Italia è difficile uscire dai cliché. Uno dei più abusati è senz’altro quello della cucina e degli ingredienti di prima qualità: il pomodoro, l’olio extravergine d’oliva, il vino,ecc. Purtroppo, questi prodotti di eccellenza sono anche facilmente taroccabili e questa è una delle peggiori disgrazie per il marchio Made in Italy.

Un rapporto realizzato a quattro mani dal Movimento Difesa del Cittadino e da Legambiente, denominato Italia a Tavola 2011, lancia in questo senso l’allarme sicurezza alimentare: le nostre tavole sono letteralmente invase da prodotti di bassa qualità, camuffati illegalmente da etichette false.

Una situazione che non può essere più tollerata:

Vini blasonati, pomodori “San Marzano“, mozzarelle di bufala campana Dop, olio extra vergine “deodorato” e Panettoni e Colombe falsamente artigiani. A colpire il cuore della cucina italiana sono le contraffazioni e sofisticazioni di chi sa come dietro questa attività criminale si celi un vero e proprio business che vale oro.

Si perché a colpire è soprattutto il dato economico della faccenda. I falsari si ritrovano dentro un giro economico da far impallidire quello di molte aziende oneste. Qualche esempio, a partire dai dati ricavati dai sequestri:

  • 10 milioni di euro è il giro di soldi che interessa oli d’oliva poco pregiati o addirittura di scarto etichettati come extravergini;
  • 7 milioni di euro provenivano invece dal taroccamento di vini di etichette importanti quali Amarone o Valpolicella Ripasso;
  • 3,4 milioni per altri vini IGT o DOC ugualmente taroccati;
  • 391 mila euro era il giro di un doppio concentrato di pomodoro falsamente etichettato come “italiano”.

Il fenonemeno è però molto più ampio e il comunicato congiunto delle due associazioni ne dà giustamente conferma:

Un fenomeno che dall’italian sounding ai taroccamenti dei prodotti a marchio di origine (DOP, IGP e STG) i “falsari” del cibo trovano terreno fertile in un sistema che si evolve anche sui nuovi media come internet. Non mancano, infatti, le frodi on line come il ritrovamento di Gorgonzola, Taleggio e Grana D.O.P. contraffati e venduti sul Web da alcune ditte.

Secondo MDC e Legambiente, pur nel plauso per gli obiettivi raggiunti dalle varie istituzioni italiane preposte al controllo, è necessario ammodernare tutti il sistema di management del fenomeno, istituendo contestualmente pene più severe.

Come ha ribadito ottimamente Antonio Longo, Presidente di MDC:

Nel Paese che ha lottato per ospitare l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) siamo ancora bloccati su vecchie impostazioni, attribuzioni, competenze che dimostrano tutti i loro limiti ogni volta che c’è una crisi di sicurezza per l’alimentazione.

Così è stato per l’influenza aviaria, così è stato per le mozzarelle di bufala contaminate o contraffatte, giusto per citare gli ultimi casi. Col risultato che gli italiani vengono a sapere delle emergenze alimentari prima dei giornali, dalla TV o magari dalle associazioni consumatori.

Crediamo che vada riaperta la questione dell’Agenzia nazionale, senza anacronistiche gelosie e concorrenze. Per intervenire con rapidità, per dare un senso alla molteplicità di soggetti che effettuano i tantissimi controlli, per dare efficacia all’informazione, per dare sicurezza ai cittadini che spesso non sanno a chi rivolgersi quando cercano informazioni.

A noi non resta che augurarci che in qualche modo si riesca a far fronte al fenomeno con sempre maggiore efficacia.

25 ottobre 2011
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