L’istrice è un animale dalla fisionomia molto particolare: il suo corpo è ricoperto da aculei pungenti che utilizza per difendersi. Questi sono in realtà peli dalla punta rigida, lunghi anche fino a 40 cm, che a dispetto delle credenze non scaglia come fossero frecce. Piuttosto, se agitato, inarca la schiena e, di conseguenza, solleva verso l’alto gli aculei: quelli più rigidi tendono a staccarsi. L’erbivoro ultimamente è vittima di una condizione singolare, in particolare in Texas, dove molti esemplari sono stati trovati senza più aculei sul corpo. L’ultimo è stato tratto in salvo dalla Wildlife Rescue & Rehabilitation, che ne ha constatato la condizione di disagio fisico.

Il piccolo è apparso malandato, con il corpo senza più la corazza protettiva ma pieno di croste e infezioni. La causa di questa anomalia è data da una serie di problematiche cutanee, come ad esempio rogna ed eczema. L’infezione agisce rapidamente spogliando questi animali della loro difesa pungente, quindi sviluppando tagli, abrasioni e screpolature dolorose. L’associazione ha preso subito in cura l’animale, sottoponendolo a un trattamento medico mirato con antiparassitari, antimicotici abbinati a rimedi omeopatici. Durante il periodo di convalescenza, l’istrice è stato accolto in uno spazio naturale, molto simile al suo habitat di origine. In modo da rendere meno traumatica la presenza umana e il distacco dalla natura.

In soli sei mesi l’animale ha recuperato la sua salute, gli aculei sono ricresciuti e le infezioni scomparse definitivamente. Il soggetto è quindi stato inserito nuovamente in natura, all’interno di un parco protetto così da seguire a distanza la sua crescita e il suo benessere. Potrà vivere immerso nel verde in compagnia dei suoi simili, favorendo così il ripopolamento della specie. Un esito felice per l’associazione sempre in prima linea per il benessere e la cura delle specie più delicate, bisognose di supporto e aiuto supplementare.

22 giugno 2016
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