Le Isole Faroe, dette anche Faroer o Fær Øer, rappresentano un piccolo paradiso naturale immerso nell’Oceano Atlantico, tra Scozia, Norvegia e Islanda. Nonostante le distese incontaminate e una rigogliosa diversità, questo arcipelago è tuttavia noto per la sua tradizionale caccia ai delfini, attività che si ripete di anno in anno generando fitte polemiche a livello internazionale. E anche la tornata 2017 pare non abbia fatto differenza, con ben 1.605 esemplari pilota uccisi.

La denuncia arriva da Sea Shepherd, organizzazione internazionale specializzata nella tutela delle specie marittime, a seguito delle battute di caccia per la stagione autunnale in corso. Oltre 1.600 delfini globicefali, noti anche come delfini pilota, sarebbero stati catturati e uccisi per la tradizionale ricorrenza. E sebbene le Isole Faroe sventolino bandiera danese, si tratta di un territorio completamente autonomo, esterno all’Unione Europea e quindi non soggetto ai regolamenti comunitari su pesca e attività analoghe.

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Chiamata “grindadrap”, la caccia al delfino è stata per molto tempo l’unica fonte di sostentamento per le popolazioni locali, considerato come l’arcipelago sia stato a lungo isolato, difficile da raggiungere se non in nave, soprattutto durante il rigido periodo invernale. Per questo gli abitanti nei secoli hanno approfittato del passaggio migratorio dei delfini verso acque più ospitali, per far rifornimento proprio in vista la stagione invernale. La carne recuperata non veniva quindi messa in commercio, bensì distribuita in modo eguale fra tutti i residenti delle isole. Oggi, tuttavia, questa necessità alimentare pare sia stata più che sufficientemente sostituita da altre fonti di approvvigionamento, grazie ai trasporti marittimi e aerei maggiori sull’arcipelago, di conseguenza l’uccisione dei globicefali rimarrebbe più come tradizione.

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Proprio in considerazione di questi scenari mutati, Sea Shepherd ha richiesto maggiore impegno alle autorità locali per l’abbandono di questa pratica, definendola una vera e propria mattanza.

11 ottobre 2017
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