Le Isole Faroe, dette anche Fær Øer, stanno diventando una meta di viaggio sempre più gettonata. L’arcipelago, immerso nelle acque dell’oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda, attira con sempre più frequenza gli appassionati della natura, data la flora incontaminata che la caratterizza, la fauna libera di muoversi sul territorio, nonché numerose attrazioni turistiche volte al rispetto dell’ambiente. Un vero e proprio paradiso, un luogo da conoscere per una vacanza originale e stupefacente, soprattutto nella stagione estiva.

Seppur mediamente equidistanti da tutte le nazioni poc’anzi citate, le Isole Faroe sono una Nazione costitutiva del Regno di Danimarca e del Folketing. Dal 1948 sono però una nazione autonoma, non appartenente all’Unione Europea, tanto che le istituzioni locali gestiscono individualmente le questioni di politica interna. Al governo centrale danese, invece, spetta la difesa e gli affari esteri. La popolazione di questo arcipelago è davvero contenuta, poco più di 49.000 abitanti, battuti in numero dalle vere protagoniste delle grandi distese verdi: le pecore. Queste, libere di muoversi su tutto il territorio, sono infatti oltre 80.000.

Sebbene l’arcipelago sia salito spesso agli onori della cronaca per la caccia alla balene pilota, un fatto che ha destato anche accese polemiche nell’opinione pubblica, vale la pena di sottolineare come la pratica stia diventando sempre più regolamentata per diventare il quanto più possibile sostenibile, tanto da essere vietata a scopi commerciali. Si deve infatti sottolineare come, nonostante gli importanti progressi degli ultimi anni, le Isole Faroe rimangano comunque un territorio molto isolato, dove questa tipologia di caccia rappresenta ancora una forma di sostentamento.

Caratteristiche geografiche e punti d’interesse

Le Faroe sono un arcipelago formato da ben 18 isole, posizionato in modo equidistante dal Mare di Norvegia e il nord dell’Oceano Atlantico. I territori sono caratterizzati da una superficie di 1.399 chilometri quadrati, per coste lunghe 1.117 chilometri. L’ambiente si presente per lo più collinare, con ampissime distese verdi e incontaminate, sebbene manchino grandi fiume e laghi. Le montagne, molte delle quali di natura rocciosa, non sono molto frequenti e comunque di altezza limitata: il punto più alto è lo Slættaratindur, a 882 metri sopra il livello del mare. Solo un’isola, inoltre, è disabitata: quella di Lítla Dímun.

Il clima dell’arcipelago è abbastanza rigido, ma non eccessivamente freddo così come altre zone a nord dell’Atlantico, come Islanda e Groenlandia. Grazie ad alcune correnti provenienti proprio dall’oceano, infatti, l’inverno è mediamente mite con temperature tra i 3 e i 4 gradi, mentre l’estate si raggiungo i 9-11 gradi. Sul fronte del clima sono famose le frequenti precipitazioni, nonché una singolare nebbia che, soprattutto in autunno e inverno, avvolge le intere isole regalando una particolare aura magica. Punto d’attrazione sono anche i piccoli e caratteristici fiordi, dove spesso ci si può lanciare in immersioni subacquee, tra acque cristalline e coste incontaminate.

Pur essendo la popolazione abbastanza ridotta, sono molti i centri davvero vivi all’interno delle Isole Faroe, anche ricchi di attrazioni per i turisti, con hotel e strutture ricettive comprensive di ogni comfort. Le località dell’arcipelago – tutte dall’aspetto di piccoli paesini fortemente curati e dalle tipiche costruzioni colorate in legno – affascinano per il loro aspetto minuto ma accogliente. Tórshavn, la capitale, offre numerosi servizi per i turisti, mentre la città più abitata è Kirkjubøur, dove risiede circa il 40% di tutti gli abitanti dell’isola. Sempre nella capitale, è possibile visitare la sede del parlamento di Tinganes, con le tipiche costruzioni rosse a picco sul mare. Saksun, invece, si trova al nord delle Isole ed è un punto d’approdo per le numerose fattorie, molte delle quali tradizionali ed ecosostenibili.

Flora e fauna

Sebbene di primo acchito le Isole Faroe possano apparire come un luogo dalla vegetazione uniforme e ridotta, con grandi distese d’erba e muschi, in realtà si tratta di un piccolo paradiso della biodiversità. Questo perché gran parte della vegetazione pare si sia sviluppata dopo l’Era Glaciale, un fatto che ha contribuito alla nascita non solo di nuove specie, ma soprattutto di vegetali del tutto autoctoni.

Sono oltre 400 le specie diverse di piante disponibili, dove spiccano particolarmente i cespugli di brugo, con i tipici fiori lilla. Le isole, data l’evoluzione relativamente recente durante le ere, vedono poi una presenza ridotta di foreste e alberi, rendendo le grandi distese decisamente singolari e a perdita d’orizzonte, data la presenza di varietà dalla piccola o media altezza.

Anche la fauna è altrettanto singolare e unica nel suo genere. Mentre le specie terrestri sono per lo più rappresentate da uccelli ed erbivori – in particolare le pecore, la specie più diffusa, con 80.000 esemplari in libertà – la vita acquatica è vivissima. L’animale nazione è la beccaccia di mare, un esemplare dal piumaggio bianco e nero, molto caro agli abitanti.

17 luglio 2016
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