Isola di plastica nel Pacifico, grande tre volte la Francia

L’isola di plastica del Pacifico “Great Pacific Garbage Patch”, che si trova tra la California e le Hawaii, è fino a 16 volte “più grande del previsto”, contenendo ben 80 mila tonnellate di plastica che galleggiano in un’area di 1,6 milioni di chilometri quadrati. Una vera e propria discarica marina grande tre volte la Francia, come comunicato dalla fondazione olandese Ocean Cleanup che di recente è tornata in quel luogo percorrendo l’isola in lungo e in largo.

Pubblicati su Scientific Reports, i dati diramati in seguito alla nuova esplorazione sono davvero inquietanti perché parlano di una concentrazione di spazzatura passata dai 400 grammi per chilometro quadro degli anni ’70 a ben 1,23 kg nel 2015. Il 99,9% di questa spazzatura è composto esclusivamente da plastica e quasi la metà è formata da reti da pesca.

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Il resto è una parte dei 320 milioni di tonnellate di questo materiale prodotti ogni anno nel mondo. Uno di questi frammenti – una cassetta per le bottiglie d’acqua – presenta ancora l’anno di produzione: 1977, il che fa chiaramente comprendere come la problematica odierna sia frutto di azioni svolte da ormai troppi decenni.

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I risultati suggeriscono che l’inquinamento plastico oceanico all’interno di quell’area del Pacifico, peraltro situata fra zone altamente turistiche come le isole Hawaii e la California, sta aumentando esponenzialmente e ad un ritmo più veloce rispetto alle acque circostanti.

Circa il 60% della plastica prodotta è meno densa dell’acqua del mare e, una volta introdotta nell’ambiente marino, può essere trasportata dalle correnti superficiali e dai venti, tornare sulle coste, essere degradata in pezzi più piccoli (microplastiche) e ingerita purtroppo dai pesci o dal plankton entrando così nella catena alimentare.

23 marzo 2018
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I vostri commenti
OrlandinaB, domenica 25 marzo 2018 alle15:45 ha scritto: rispondi »

Sono anni che se ne parla. Ora è immensa tutto il mare è ormai contaminato. Le balene spiaggiate in Australia il Krill intossicato. In Italia continuamente incendiati depositi da reciclare. Non era meglio fare termovalorizzatori ?meglio un po' di diossina ( con tutti i veleni che respiriamo che sarà mai) che la distruzione del Pianeta poiché della plastica x ora non se ne può più fare a meno

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