iPhone 5 continua a far parlare di sé, questa volta non per le sue caratteristiche e nemmeno per la deriva demagogica delle polemiche sulla fila per l’acquisto. Il nuovo melafonino si rende nuovamente protagonista, così come il suo predecessore, di un consumo davvero esiguo di energia: solo 41 centesimi di dollaro l’anno per una ricarica ogni 24 ore.

A rivelarlo è uno studio condotto da Opower, società d’analisi che ha voluto indagare quanto i dispositivi più amati dal pubblico pesino sia a livello di consumo energetico che sulle tasche degli utenti. iPhone 4S è lo smartphone più efficiente in termini di ottimizzazioni dei consumi di ricarica (0,38 cents l’anno), seguito a ruota da iPhone 5 (0,41), Samsung Galaxy S III (0,53) e il nuovo iPad (1,36).

Il nuovo iPhone 5 conquista la seconda posizione, senza troppe sorprese, grazie a una batteria lievemente più capiente di iPhone 4S: 3.8 Volt e 5.45 Watt contro i 3.7 Volt e 5.3 Watt del modello precedente. Non stupisce, perciò, l’esigua necessità di approvvigionamento energetico. In termini assoluti, fa lo stesso anche il Samsung Galaxy SII, vista la sua batteria più capiente e le dimensioni maggiori dello schermo.

Si tratta di una categoria di prodotti che ben dimostra come il futuro energetico dell’informatica possa passare per il mobile e i device da taschino, dato anche il grande gap che li distacca da portatili, PC classici e console. Un notebook Lenovo, infatti, arriva a costare 8,31 dollari l’anno in energia, un normale computer da tavolo circa 30 dollari, la popolare console Xbox 360 addirittura 40,24 e un normale televisore al plasma 41,13 dollari. Un mondo, quello della portabilità, che potrebbe diventare una salvezza per l’ambiente pur rinunciando a nulla delle meraviglie dell’informatica, se non l’abbattimento di alcune abitudini di utilizzo. smartphone e tablet sono energeticamente efficienti, abbattono gli sprechi e i costi in bolletta. Certo, vi sono però altre problematiche connesse allo smaltimento delle inquinanti batterie o allo sfruttamento intensivo delle tecnologie cloud – ormai irrinunciabili per un’informatica on the move. Ma su questo versante è proprio un colosso come Samsung, con una ricerca pubblicata solo pochi giorni fa, a dimostrare come anche il computing sulla possa essere reso più verde, con tecnologie che ne abbattono di oltre il 50% l’approvvigionamento energetico e le emissioni di anidride carbonica.

In definitiva, se si hanno a cuore le sorti dell’ambiente ma non si vuole rinunciare alla possibilità di rimanere interconnessi con il mondo, bisogna pensionare il PC di casa e dotarsi di un fiammante smartphone.

1 ottobre 2012
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