Sono le potenze emergenti a investire di più nel settore delle energie rinnovabili. Lo rivela l’ultimo aggiornamento trimestrale dello studio Renewable Energy Country Attractiveness Indices di Ernst & Young, secondo la quale la Cina è in testa nella classifica mondiale degli investimenti complessivi per le diverse fonti (All Renewables Index), anche se con un tasso di crescita inferiore a quello registrato in passato.

Accanto al gigante asiatico, anche altri Paesi orientali e dell’America Latina mostrano un interesse crescente nei confronti delle rinnovabili, mentre arretrano le cosiddette economie mature, soprattutto a causa, osservano gli analisti, del calo della domanda e della maggiore attenzione alla riduzione dei costi.

Stiamo assistendo a un crescente interesse verso le energie rinnovabili nei mercati emergenti – commenta Andrea Paliani, partner Ernst & Young del settore Energy – Questi Paesi con una domanda fortemente in crescita vedono nelle energie rinnovabili la possibilità di garantire un futuro a basse emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo delle risorse: ben 15 mercati emergenti sono entrati in classifica negli ultimi due anni.

Alle spalle della Cina, comunque, troviamo ancora gli Stati Uniti, che però perdono terreno a causa soprattutto dell’incertezza sul futuro dei vari programmi di incentivazione delle fonti “green”. Appena dietro agli Usa, fa capolino il primo Paese europeo, la Germania, seguita da India e Regno Unito (dove però sono appena stati tagliati pesantemente gli incentivi del feed-in-tariff nel comparto solare, cosa che potrebbe scoraggiare i futuri investimenti, ndr).

Quinta l’Italia, che però si colloca in quarta posizione nella classifica dedicata agli investimenti nel fotovoltaico, a “pari merito” con la Spagna. Va un po’ peggio per quanto riguarda l’eolico, dove l’Italia conferma la settima posizione.

14 dicembre 2011
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