L’ultimo report sugli inverter fotovoltaici di IHS-IMS conferma le previsioni fatte a metà aprile da GTM Research: stanno arrivando i piccoli produttori low cost e i big storici iniziano a perdere quote di mercato.

L’offerta degli inverter, spiega il report, ha continuato a frammentarsi per tutto il 2012 e il trend non è ancora finito. La quota delle vendite dei primi dieci produttori è scesa del 4%, in favore delle aziende più giovani, piccole e dal catalogo più economico. Giusto per fare un esempio SMA Solar, la prima della classe, ha visto scendere la propria quota dei ricavi globali per il terzo anno consecutivo fermandosi a poco più del 25%. Nel 2009 aveva in mano il 40% del mercato.

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Se nel 2011 i primi dieci produttori di inverter si prendevano il 62% del mercato, nel 2012 si sono fermati al 56%. Guardando alla classifica 2012 si vede che, rispetto all’anno precedente, dalla quarta posizione in giù c’è stato un vero terremoto (tra le parentesi le perdite, o i guadagni, di posizioni in classifica rispetto al 2011):

  1. SMA
  2. Power One
  3. Kaco
  4. Advanced Energy (+4)
  5. Fronius (-1)
  6. Enphase Energy (+5)
  7. Danfoss Solar Inverters (+5)
  8. Omron Corporation (+6)
  9. RefuSol
  10. Schneider Electric (-3)

Altra novità è che Cina e Giappone sono diventati due mercati estremamente interessanti per tutti. Ma molti dei primi dieci in classifica non hanno una presenza forte in questi mercati, cosa che aiuta a spiegare perché i piccoli produttori siano cresciuti così tanto: hanno fatto ottimi affari in estremo oriente. Sam Wilkinson, PV inverter research manager di IHS, spiega come è cambiato il mercato:

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Il 2012 ha visto molti dei produttori leader del mercato, inclusi i tre maggiori SMA, Power One e Kako, perdere quote soprattutto a causa della loro limitata presenza in Cina e Giappone, che sono entrambi cresciuti velocemente nel 2012.

La maggior parte dei produttori che ha guadagnato quote di mercato nel 2012 sono state aziende di medie dimensioni che hanno mirato a segmenti di mercato in crescita, al contrario dei grandi il cui business ruota ancora pesantemente sullo stagnante mercato europeo. Il numero dei fornitori con una quota di mercato superiore all’1% del totale è salito a 24 nel 2012, con questo gruppo in crescita di produttori che ormai ottiene i tre quarti dei ricavi del mercato.

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Riguardo alle recenti fusioni e acquisizioni, storica quella di ABB che compra Power One, gli analisti di IHS ritengono che non avranno un effetto immediato sul mercato. Si tratta di manovre strategiche, che porteranno frutti solo nel medio-lungo periodo. Spiega ancora Wilkinson:

Le acquisizioni non rappresentano un grande consolidamento dell’industria, anche aggiustando i ranking in base ai recenti cambiamenti la quota di mercato 2012 dei 10 maggiori produttori sale solo al 59%, sempre meno di quanto abbiamo visto nel 2011.

Il risultato finale è che i nuovi mercati sono molto difficili da conquistare per i produttori esistenti perché hanno già una base di fornitori profondamente consolidata. Con un mercato che diventa sempre più diverso geograficamente, è probabile che l’offerta continui a frammentarsi.

Sembrerebbe, quindi, che per vedere un minimo di stabilità nel mercato degli inverter per fotovoltaico si debba aspettare almeno il medio periodo. È anche vero, però, che nel settore fotovoltaico si corre parecchio e per “medio periodo” a volte si intende anche solo un paio d’anni.

3 maggio 2013
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