La città di Roma sta sentendo sempre di più il problema dell’invasione non solo di topi, ma anche di gabbiani e pappagalli, specie “infestanti e problematiche” che negli ultimi tempi hanno creato una vera e propria emergenza. Per questo è stato convocato un tavolo tecnico che ha portato qualche giorno fa, alla decisione di stanziare 1 milione e 250 mila euro, per ora solo per aumentare gli interventi di derattizzazione, all’interno di un piano ad hoc organizzato da AMA (Azienda Municipale Ambiente) di Roma.

Già da inizio anno la gestione del commissario Francesco Paolo Tronca ha determinato un’intensificazione degli interventi di questo tipo: quasi mille, tutti in centro, che non sono stati però sufficienti. Gli anni scorsi si arrivava a 1.500-2.000 interventi l’anno, coprendo il 2% della rete stradale urbana. Nel 2015, nel corso di 8 mesi, sono state 1.700 le operazioni di disinfestazione dai topi, 187 solo in centro. Nel documento redatto in conclusione del tavolo viene spiegato come AMA procederà:

AMA ha presentato un piano di derattizzazione basato su 4 fasi principali: rilevamento delle cause dell’infestazione; posa di esche placebo e in caso di infestazione accertata sostituzione con esche ratticide. Nelle stime di AMA, un simile piano potrebbe arrivare alla realizzazione di circa 6.000-7.000 interventi programmati di derattizzazione, capaci di coprire tra l’8 e il 10% della rete stradale urbana, con un costo stimato complessivo intorno a 1.250.000 euro.

Un’azione decisa che i cittadini di Roma sperano sia determinante, anche perché non è solo dai topi che devono guardarsi: i numeri relativi alla presenza del gabbiano reale sono più che quadruplicati negli ultimi 20 anni e da quando la discarica di Malagrotta è stata chiusa, buona parte ha colonizzato il centro. Nel documento redatto da AMA si legge:

Seguendo i calcoli del direttore scientifico e zoologico della Fondazione Bioparco di Roma, a partire dalla presenza al 2014 di 1.000-1.500 coppie (dunque circa 3000), si giunge ad una stima tra 7.800 e 11.700 gabbiani presenti in città.

I gabbiani in centro predano piccoli animali, fanno rumore, comportano danni ai monumenti, ma sono diventati pericolosi anche a causa della loro aggressività. Ci sono stati diversi casi in cui bambini sono stati letteralmente attaccati.

Sono però specie protette e quindi non si può intervenire con un controllo diretto della popolazione come si sta facendo per i topi, si deve agire più che altro cercando di eliminare tutte le situazioni di degrado che possano attirarli: serve la bonifica di tutti i luoghi in cui vengono lasciati residui di cibo e rifiuti organici, così come bisogna vigilare perché sia eseguita correttamente la raccolta dell’organico.

Poi ci sono i pappagalli. Si tratta per lo più di parrocchetti dal collare e parrocchetti monaco. Apparentemente il problema è meno grave rispetto ai due precedenti, ma rappresentano comunque specie non autoctone, che dal parco della Caffarella, a Villa Pamphili e a Villa Borghese, dalla Garbatella ai giardini del Quirinale, dominano su altre specie come passerotti, piccioni e anche gabbiani.

4 marzo 2016
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