Le intossicazioni alimentari sono malattie che si manifestano in seguito all’ingestione di tossine prodotte da microrganismi, presenti nel cibo prima che questo venga consumato. In tutti i casi di intossicazione, è necessario che la contaminazione alimentare superi una certa soglia, ossia che vi sia nell’alimento una sufficiente carica batterica. Pertanto, per prevenirle, i primi indispensabili accorgimenti sono la corretta conservazione, manipolazione e cottura del cibo.

La contaminazione degli alimenti può avvenire in diversi momenti della filiera, dalla produzione fino al piatto. Nonostante siano ritenute di limitato impatto, le malattie trasmesse con gli alimenti, di cui anche le intossicazioni fanno parte, rappresentano un vero problema di salute pubblica: secondo i dati messi a disposizione dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, in tutta Europa coinvolgono più di 55.000 individui. Più di 5.000 malattie prese dagli alimenti causano la necessità di ospedalizzazione, nonché più di 40 casi di morte. I cibi più spesso imputati sono uova e derivati, carni poco cotte e pesce.

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Le intossicazioni alimentari sono solo uno dei tre tipi di malattia trasmessa dagli alimenti, si distinguono infatti:

  • le infezioni alimentari: malattie causate da microrganismi vivi che, una volta introdotti con l’alimento, si moltiplicano nell’ospite;
  • le intossicazioni: malattie causate dalla tossina prodotta dal microrganismo prima dell’ingestione;
  • le tossinfezioni alimentari causate, invece, dal consumo di alimento contenenti batteri che, moltiplicandosi nel nostro intestino, liberano delle tossine.

Sintomi e principali tossine responsabili

La intossicazioni alimentari si manifestano, in genere, dopo poche ore di incubazione e i sintomi più comuni sono di natura gastrointestinale, tra questi:

  • nausea e vomito;
  • diarrea e dolori addominali.

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Di solito, non è presente febbre. Le più comuni sono sostenute dalle tossine di:

  • Staphylococcus Aureus;
  • Clostridium botulinum.

Questi, tra l’altro, sono tra i più comuni microorganismi che si trovano negli alimenti, conservati o freschi.

Rimedi

Nella maggior parte dei casi, le intossicazioni alimentari si risolvono con il trattamento sintomatico, che prevede l’idratazione e il controllo dell’equilibrio elettrolitico del paziente. È sempre opportuno rivolgersi al medico e, se possibile, consegnare il campione dell’alimento, segnalando segnalare quando e dove è stato ingerito. Eventuali trattamenti antibiotici, in regime o meno di ricovero ospedaliero, dipendono dal medico.

Prevenzione

Le intossicazioni alimentari si possono prevenire con una corretta e meticolosa gestione dell’alimento. Queste le indicazioni di maggior rilievo:

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  • lavarsi le mani prima di manipolare il cibo, tenendo pulite le superfici da lavoro e tutti gli utensili che entrano in contatto con gli alimenti;
  • prestare attenzione all’igiene del luogo di conservazione dell’alimento fresco e conservare carne, pesce, ortaggi e uova ben separati tra loro;
  • impiegare utensili diversi e puliti per alimenti crudi differenti;
  • evitare il contatto tra alimenti cotti e crudi;
  • conservare i cibi avanzati in frigo o freezer e scaldarli uniformemente prima dell’uso;
  • fare attenzione al periodo di conservazione e, per i cibi cotti e conservati in frigo, non superare i due-tre giorni;
  • preferire latticini pastorizzati e rispettare la catena del freddo per la corretta conservazione;
  • lavare frutta e ortaggi prima del consumo.

6 novembre 2017
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