Il regime per le intolleranze alimentari è uno schema dietetico che serve per favorire la remissione dei sintomi e il recupero progressivo della tolleranza a un cibo. Proprio questo punto è centrale nell’alimentazione per un paziente affetto da disturbi: tutti i sintomi sono transitori e la loro intensità dipende dalla quantità dell’ingrediente assunto. Gli schemi alimentari devono essere disegnati attentamente per favorire il recupero della tolleranza, pertanto bisogna diffidare di tutte le diete che prevedano l’assoluta e prolungata eliminazione di un cibo.

Il recupero del benessere fisico e la rieducazione all’assunzione di un alimento possono essere affrontati con due diversi schemi, la rotazione o l’eliminazione.

Dieta a rotazione

Dieta dal medico

Nutritionist Doctor writing a diet plan via Shutterstock

Si tratta di uno schema ideato all’inizio del secolo scorso, consiste in un piano piuttosto rigido di continua eliminazione e reintroduzione dell’alimento responsabile dei sintomi dell’intolleranza alimentare. Il programma classico prevede 3 giorni di astinenza dal cibo non tollerato, e chiaramente da tutti quelli che appartengono allo stesso gruppo, poi la reintroduzione il quarto giorno. Di seguito, un esempio:

  • dal 1° al 3° giorno completa eliminazione del cibo non tollerato;
  • 4° giorno assunzione libera di tutti gli alimenti e moderata reintroduzione;
  • 5°- 8° giorno ancora assoluta sospensione del cibo che ha causato i sintomi;
  • 9° giorno dieta libera senza limitazioni e ancora moderata reintroduzione;
  • 10 – 13° giorno nuova dieta di sospensione.

In linea di massima si tratta di un programma piuttosto semplice, che difficilmente incontra le resistenze del paziente, a meno che gli alimenti non tollerati siano più di uno. In questo caso, si preferisce comunque sospendere contemporaneamente tutti gli ingredienti identificati come responsabili, per poi prevedere la reintroduzione – sempre in quantità controllate – nello stesso giorno.

La remissione dei sintomi consente al paziente di allargare le maglie dello schema, nel tempo ci sarà perciò la riduzione dei giorni di sospensione: prima tre, poi due e, infine, solo uno alla settimana. In genere, anche quando è stata recuperata la completa tolleranza all’alimento, è utile mantenere nella dieta settimanale un giorno di completa astinenza.

Lo schema alimentare della dieta a rotazione deve comunque da subito prevedere la massima varietà possibile degli alimenti, per evitare che la monotonia della dieta possa addirittura fare insorgere una nuova intolleranza.

Dieta a eliminazione

Dieta

Dieta via Pixabay

In questo schema alimentare, utilizzato anche per indirizzare la diagnosi di un’intolleranza, gli alimenti non sopportati vengono totalmente esclusi dalla dieta per circa 15 giorni. Già nel corso della prima settimana il paziente verificherà il miglioramento – o anche la risoluzione -dei fastidiosi sintomi.

Alla fase di sospensione segue la rieducazione dell’organismo: nell’arco di qualche giorno si passa dalla completa astinenza alla lenta reintroduzione.

Informazioni aggiuntive

La dieta a rotazione e la dieta a eliminazione hanno nel tempo fornito ottimi risultati, soprattutto da quando il punto cardine è diventato la rieducazione al cibo: l’allergia alimentare è l’unica condizione non transitoria che richiede l’assoluto rifiuto di un ingrediente.

Lo schema a rotazione sembra piuttosto noioso da seguire, perché rigido e sviluppato su circa 2-3 mesi. Eppure, a differenza dell’altra modalità, facilita la rieducazione.

In un primo momento la dieta ad eliminazione sembra più facile: quando l’intolleranza riguarda un solo alimento non serve nemmeno fare grandi modifiche alle abitudini alimentari del paziente, a parte evitare un cibo. Lo schema a rotazione richiedere da subito, invece, una maggior collaborazione.

18 settembre 2014
I vostri commenti
Angela, lunedì 18 aprile 2016 alle21:06 ha scritto: rispondi »

Salve .o 51anni nn sono in menopausa e sono un soggetto allergico.ma ultimamente o messo 7kili in 6mesi e ho avuto dei picchi di allergie quasi a tutto.frutta tipo.fragole kiwi.ananas .mandorle e noci maiale.latticini .caffè.anche se uso un dolcificante senza calorie.i condimenti.semplici e nn.cosa mi resta da mangiare?e a volte anche verdure come melanzane alla brace.peperoni .nn so più cosa mangiare.grazie a chi risponde.angela

sonia, lunedì 19 ottobre 2015 alle15:22 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, io è dal mese di aprile, che avendomi riscontrato l'intolleranza alla farina 00 e kamut al 34% e alle uova, sia tuorlo che albume, al 100%, ho eliminato fino ad ora questi alimenti dalla mia dieta. Mi avevano detto di evitare per qualche mese, e non è stato difficile, ma ora tra risette/pane e pasta di altre farine eccc. sto spendendo parecchio, come posso reintrodurre questi alimenti?? Assicurandomi che non avrò più disturbi. Grazie per eventuale risposta. Sonia

Francesca Antonucci, giovedì 2 aprile 2015 alle4:55 ha scritto: rispondi »

Ciao Susi, grazie per il tuo interesse. Cercheremo presto di affrontare tutti i temi che ci hai proposto.

Susi dei, lunedì 30 marzo 2015 alle23:31 ha scritto: rispondi »

vorrei ulteriori informazioni sul nichel/ cloruro di cobalto/ etilendiamina/ neomicina. Anticipatamente: grazie mille!

Francesca Antonucci, martedì 23 settembre 2014 alle22:27 ha scritto: rispondi »

Ciao Rosanna, spero davvero che i test ti aiutino a "trovare il colpevole". Le intolleranze alimentari non sono gravi ma davvero fastidiose ed, inoltre, hanno un impatto davvero negativo sulla qualità di vita!

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