L’intolleranza al lattosio è una delle più diffuse e note intolleranze alimentari. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di una carenza soggettiva dell’enzima necessario per digerire il lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte. Di solito si manifesta con sintomi aspecifici a carico dell’apparato intestinale. La diagnosi definitiva si fa con il breath test e l’unico possibile approccio alla cura è il controllo della dieta.

Definizione e sintomi

Mal di pancia

Woman having stomach pain via Shutterstock

Essere intolleranti al lattosio significa soffrire di una carenza più o meno marcata di lattasi, che serve per la digestione dei latticini: lo zucchero del latte che per essere assorbito dall’intestino dev’essere scomposto nei due zuccheri semplici che lo compongono, glucosio e galattosio.

La carenza enzimatica può essere totale o parziale, ma in ogni caso quel che accade è che il lattosio non modificato viene fatto fermentare dai batteri intestinali. L’azione della flora batterica è la causa dei sintomi gastrointestinali più comuni: aria nella pancia, dolori e crampi addominali, qualche volta diarrea.

Diagnosi

Tutti i sintomi dell’intolleranza al lattosio sono del aspecifici e potrebbero essere causati con la medesima intensità anche da malattie ben più gravi. Inoltre, come sempre quando ci sono di mezzo mal di pancia e cattiva digestione, è piuttosto comune che il paziente lamenti anche stanchezza dopo i pasti o incapacità a riposare bene. Tutti questi segnali, anche sommati tra loro, non dirigono in modo univoco la diagnosi verso una intolleranza. Il paziente deve quindi rivolgersi al medico che, con la visita e la ricostruzione della storia clinica dei sintomi, può collegare l’assunzione degli alimenti contenenti lattosio con il disturbo.

La conferma della diagnosi arriva dal breath test: un metodo non invasivo che si esegue, senza richiedere alcun ricovero, in ospedale.

Breath test: come si esegue e accorgimenti

Medico

Female doctor holding application form while consulting patient via Shutterstock

Il paziente a digiuno soffia in uno speciale “boccaglio” per la “raccolta del respiro”. L’apparecchio misura la quantità di idrogeno nell’aria espirata. Una volta effettuata questa misurazione, si somministra una bevanda contenente lattosio in quantità nota: a questo punto ogni 30 minuti per le 3 ore successive il paziente soffierà nel boccaglio e ogni misura della quantità di idrogeno verrà correlata con la misurazione a digiuno.

La fermentazione del lattosio non digerito produce proprio idrogeno, pertanto nei soggetti intolleranti si verifica, rispetto alla prima misura, un aumento della quantità di questa sostanza nel respiro.

Il test per la verifica dell’intolleranza al lattosio viene prescritto a conferma della diagnosi già effettuata dal medico, pertanto il paziente ha già eliminato latte e latticini dalla dieta. In ogni caso è necessario che si arrivi al momento dell’esame a digiuno da almeno 8 ore e senza aver assunto antibiotici da almeno 2 settimane. La sera prima del test si mangia normalmente, prediligendo comunque alimenti semplici, che non fermentino nell’intestino. Per non sbagliare, è più comodo consumare del riso in bianco condito con olio extravergine di oliva e del pesce alla griglia o al forno.

Dieta

gelati

Gelati via Pixabay

La terapia per l’intolleranza al lattosio consiste nella dieta ad esclusione: tutti i cibi che contengono lattosio, per lo più latte e derivati, vanno evitati. Oggi il lattosio vien anche utilizzato come additivo dall’industria alimentare, per esempio nel prosciutto cotto, nelle salsicce, nei dadi per il brodo e nel pancarrè.

Alla dieta ad esclusione, della durata di circa 2 settimane, dovrebbe far seguito la progressiva reintroduzione del lattosio, fino alla massima soglia di tolleranza. L’alternativa a questo schema alimentare è la dieta a rotazione che prevede 3 giorni di astinenza al lattosio e uno di libera – ma controllata – assunzione. Lo scopo dei due regimi dietetici è lo stesso: favorire l’assunzione di tutti gli alimenti rieducando l’organismo.

1 settembre 2014
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