Diagnosticare la celiachia sarà più facile grazie a un semplice test del sangue. A presentare la nuova metodologia i ricercatori del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne, in Australia, che puntano così a rendere minore l’impatto per il paziente rispetto alla più invasiva biopsia intestinale.

Secondo quanto riferiscono i ricercatori australiani, il nuovo test per la diagnosi della celiachia permetterà di ottenere risultati più rapidi oltre a evitare l’esposizione al glutine dei pazienti, necessaria per l’effettuazione degli attuali esami.

Un consumo che spesso si traduce, sottolineano i ricercatori, in malesseri e fastidi per coloro che devono sottoporsi alla biopsia e che hanno da tempo rinunciato al consumo di glutine. Spiega il Dr. Tye-Din, uno degli autori dello studio:

Le attuali diagnosi di celiachia sono limitate dalla necessità di assunzione da parte dei pazienti di prodotti a base di glutine. Per molte persone, le quali seguono una dieta priva di glutine senza aver prima formalizzato la diagnosi, l’obbligo di consumare nuovamente questo elemento si manifesta in evidenti difficoltà e disagi.

La nostra tecnica di diagnosi mostra come il test sul sangue possa essere accurato dopo appena tre giorni di consumo di prodotti contenenti glutine, non le settimane o addirittura i mesi previsti dalla biopsia intestinale.

Il test è stato verificato su 48 volontari, suddivisi in due gruppi sulla base della loro positività o meno alla celiachia. I risultati hanno mostrato come risultassero affetti dalla patologia i soggetti già dichiarati come celiaci, mentre chi non aveva manifestato l’intolleranza, la cui negatività è stata confermata dalla nuova tecnica.

Nonostante saranno necessari studi più estesi e approfonditi per confermarne l’effettiva validità, lo stesso Dr. Tye-Din conferma infine come siano molto promettenti e positivi i riscontri finora ottenuti:

Un test che semplifica la diagnosi per i pazienti significa aumentare l’individuazione della patologia. Questo nuovo approccio diagnostico è incoraggiante e speriamo che studi più estesi possano validarne i risultati e fissarne il ruolo nella diagnosi della celiachia, con la possibilità di permettere di evitare del tutto il ricorso alla biopsia intestinale.

15 gennaio 2014
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