Integratori alimentari possibile causa di danni al fegato. Oltre ai già noti alcol e farmaci, esistono altre categorie di prodotti che possono portare l’organismo umano a sperimentare più o meno serie difficoltà epatiche. A sostenerlo il Dott. Victor Navarro, M.D., in forza presso l’Einstein Medical Center di Philadelphia.

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Secondo quanto ha reso noto l’esperto, autore dello studio pubblicato su Hepatology, seppure siano ancora pochi gli studi al riguardo i danni al fegato provocati dagli integratori alimentari sarebbero in costante aumento: si sarebbe passati tra il 2004 e il 2014 dal 7 al 20% (rispetto alle lesioni originate dall’assunzione di farmaci).

Diverse le aree di trattamento coinvolte, che vanno dalla depressione all’incremento delle prestazioni sessuali fino ai problemi digestivi. Spesso all’interno di queste formule trovano spazio una miriade di elementi, tanto da rendere difficile ai ricercatori stabilire una effettiva classifica di pericolosità.

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Tuttavia sono emersi dallo studio due ambiti molto specifici che hanno destato preoccupazione nei ricercatori: il body building e la perdita di peso. A rendere queste due ultime categorie di integratori più pericolose sarebbero nello specifico due ingredienti: gli steroidi anabolizzanti, aggiunti in alcuni casi per vie illegali, e l’estratto di tè verde.

Se per quanto riguarda gli streoidi anabolizzanti l’effetto “sorpresa” è stato inferiore, essendo da tempo indicati come potenzialmente dannosi, diverso è il discorso per quanto riguarda l’estratto di tè verde (per le cui proprietà sono stati spesi negli USA, nel solo 2015, circa 140 milioni di dollari – fonte Nutrition Business Journal).

I rischi connessi all’assunzione di estratto di tè verde non riguardano chiaramente il normale consumo giornaliero di questo infuso, che diversi altri studi indicano come benefico per l’organismo, ma le altre concentrazioni di alcuni suoi composti all’interno degli integratori.

Secondo i dati pubblicati su Hepatology le alte concentrazioni di tali composti sarebbero responsabili per 24 casi di danni epatici su 130 connessi agli integratori alimentari.

8 novembre 2016
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