L’Europa, o almeno una parte di essa, snellisce l’iter burocratico per l’installazione degli impianti fotovoltaici. Lo rivelano i primi risultati del progetto PV Legal, iniziativa comunitaria finalizzata proprio a semplificare le pratiche necessarie per ottenere l’autorizzazione. Il progetto ha analizzato la situazione in 12 paesi, constatando che in cinque di essi (Francia, Grecia, Germania, Olanda e Portogallo) la procedura per installare un impianto è diventata molto più rapida che in passato.

A rendere possibile il miglioramento sono state in qualche caso le nuove tecnologie, ma si sono rivelati utili anche gli “sportelli unici” per i cittadini e l’introduzione di autorizzazioni più snelle. Non va altrettanto bene in Italia, dove le procedure risultano ancora “lunghe, complesse e non trasparenti”.

Per un impianto fotovoltaico su tetto commerciale occorre un iter di almeno 15 settimane, che diventano 82 per uno industriale. Assosolare, partner italiano del progetto PV Legal, ha sottolineato anche le difficoltà di connessione alla rete elettrica, che costituiscono un altro grave ostacolo allo sviluppo del fotovoltaico.

Una magra consolazione: in quanto a lentezza, l’Italia è in buona compagnia. In Spagna, ad esempio, i tempi di attesa possono raggiungere le 89 settimane per un impianto su tetto commerciale e non va molto meglio in paesi come la Bulgaria e il Regno Unito.

I paesi europei devono stabilire tempistiche certe e definire costi di connessione alla rete proporzionati e trasparenti al fine di evitare situazioni discriminatorie – ha detto commentando i dati Jorg Mayer di BSW-Solar, l’associazione di categoria tedesca che coordina il progetto.

PV Legal si concluderà alla fine di febbraio, ma già da maggio sarà seguito da un nuovo progetto, PV GRID, che darà avvio a un’approfondita analisi delle problematiche inerenti l’integrazione del fotovoltaico nella rete elettrica.

9 febbraio 2012
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