L’uso di insetticidi e pesticidi potrebbe avere delle conseguenze sullo sviluppo del sistema nervoso e cognitivo dei bambini. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata su Environment International, che ha analizzato l’esposizione degli insetticidi piretroidi sulle donne in stato di gravidanza.

Gli insetticidi piretroidi sono largamente utilizzati in diversi settori come quello agricolo per eliminare insetti infestanti, nella medicina veterinaria come antiparassitari, nel commercio di prodotti con funzioni antizanzare o negli come shampoo antipidocchi.

Gli esseri umani sono spesso esposti a pesticidi e insetticidi, ma i bambini lo sono in maniera particolare a causa della maggiore vicinanza con il suolo, che trattiene le sostanze inquinanti. I piretroidi sono assorbiti in gran parte attraverso il sistema digestivo, ma anche attraverso la pelle.

Una volta assorbiti sono metabolizzati dal fegato ed espulsi con le urine entro 48 ore. Jean-François Viel, co-autore della ricerca dall’Institute of Research in Environmental and Occupational Health (Inserm), ha spiegato:

Le conseguenze di un deficit cognitivo nei bambini, di riduzione della capacità di apprendimento e di sviluppo sociale costituiscono un problema per l’individuo e per tutta la società. Lo sforzo della ricerca deve essere orientato a individuare le cause di questo deficit e le misure che potrebbero essere prese per limitare o azzerare le situazioni di pericolo.

Lo studio condotto dall’Inserm di Rennes, in Francia, ha analizzato 3.500 coppie madre-figlio che hanno partecipato ad alcune ricerche fra il 2002 e il 2006. In questa fase sono stati esaminati i dati legati all’esposizione nella fase di gravidanza e durante la prima infanzia. In una seconda fase, 287 donne sono state selezionate in modo casuale dal gruppo primario, per condurre ulteriori analisi sui figli, al compimento del sesto anno di età.

I ricercatori hanno analizzato le “prestazioni neurocognitive” dei bambini utilizzando la scala WISC, che comprende l’indice verbale comprensione (VCI) e l’indice di memoria di lavoro (WMI). Inoltre sono stati considerati i vari ambienti familiari e gli stimoli che potrebbero aver avuto un ruolo nello sviluppo intellettuale del bambino.

Per determinare l’esposizione agli insetticidi piretroidi sono stati misurati i livelli di misura di cinque metaboliti (3-PBA, 4-F-3-PBA, cis-DCCA, trans-DCCA e cis-DBCA) nelle urine della madre e del bambino.

Secondo i dati un aumento di due metaboliti (3 PBA e cis-DBCA) nei livelli urinari dei bambini è stato associato ad una significativa diminuzione della prestazioni cognitive, mentre nessuna associazione è stata osservata per gli altre tre metaboliti analizzati. Cécile Chevrier, Inserm Research Fellow, autore principale dello studio Inserm, ha concluso:

I nostri risultati indicano che l’esposizione agli insetticidi piretroidi, in particolare alcune componenti in essi contenuti come la deltametrina, può avere un impatto sullo sviluppo neurocognitivo dei bambini. Sono necessari quindi ulteriori ricerche per accertare il legame fra questi prodotti e l’esposizione dei minori in tenera età.

11 giugno 2015
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