Secondo uno studio condotto da alcuni scienziati dell’Università di San Paolo e della Western Ontario, pubblicato sulla rivista Plos One, poco prima di un temporale gli insetti abbandonerebbero il romanticismo. Decadrebbero così pratiche di corteggiamento e coreografie amorose tipiche del regno animale, in favore di un atteggiamento più sbrigativo e svelto. A quanto pare durante i cali di pressione atmosferica, ovvero poco prima della pioggia, ben tre specie di insetti cambierebbero le loro abitudini sessuali.

I tre animaletti studiati nel dettaglio sono uno scarabeo della curcubita, un esemplare di afide delle patate e una specie di falena. Con l’aiuto di uno strumento dalla curiosa forma a Y, dal nome di olfattometro, gli studiosi hanno rilevato come il maschio dello scarabeo dimostri meno interesse nei confronti dei feromoni femminili rilasciati in concomitanza di un temporale. La reazione è blanda e rapida, e si passa subito all’azione, accantonando corteggiamento e momenti romantici. Probabilmente la pioggia imminente è un vero deterrente, in quanto rappresenterebbe un serio pericolo per l’incolumità dei due amanti.

Del resto si parla di insetti dal formato ridotto che potrebbero perdere la vita, anche solo con una pioggia prolungata. Per quanto riguarda il comportamento dell’afide e della falena gli scienziati hanno concentrato l’attenzione sull’atteggiamento della femmina e sul richiamo sessuale messo in atto per catturare l’attenzione maschile. Il richiamo risulterebbe meno coreografico e più sbrigativo, utile solo per l’atto fisico. A quanto pare, Madre natura detterebbe legge anche attraverso le condizioni atmosferiche e i suoi sbalzi d’umore caratterizzerebbero accoppiamenti e tecniche.

Infine, ultimo ma non meno importante, il cambiamento di volo e traiettoria degli uccelli in concomitanza con l’arrivo di un temporale inciderebbe sulle aspettative di vita degli insetti. Questi, oltre a modificare richiami e atti di romanticismo, dovranno prestare maggiore attenzioni ai predatori. Uccelli e volatili si spingeranno a bassa quota alla ricerca del pasto, a causa della bassa pressione, risultando più invadenti e pericolosi.

8 ottobre 2013
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