Gli insetti, per quanto possano risultare utili all’ecosistema, non sono mai degli ospiti graditi all’interno delle abitazioni. Soprattutto d’estate, quando si è praticamente costretti a dotarsi di repellenti e zanzariere per trovare un po’ di ristoro dall’invasione di mosche, zanzare, scarafaggi e altre specie in massima attività. Con la progressiva riduzione delle temperature tipica dell’autunno, si è soliti ritenere che gli insetti siano pronti a concedere una tregua fino alla successiva primavera, entrando in un profondo letargo. Eppure, non capita di rado che la casa sia invasa da esseri poco piacevoli proprio nel culmine di questa stagione, in particolare a ottobre. Per quale motivo?

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L’autunno non solo è una stagione prolifica degli insetti, ma potrebbe essere anche il periodo dell’anno dove l’invasione domestica rischia di farsi maggiormente pressante. Di seguito, qualche nozione sulle ragioni di base di questo fenomeno, nonché sulle specie più diffuse in questo periodo.

Autunno: l’esodo casalingo degli insetti

Settembre, ottobre e novembre possono rappresentare dei mesi particolarmente attivi per gli insetti, nonché del tutto fastidiosi per gli abitanti della casa. Proprio in questo periodo, infatti, le più variegate specie possono diventare decisamente frenetiche, in vista del lungo freddo invernale.

Tra l’autunno e l’inverno, molte specie entrano in uno stato singolare, chiamato diapausa. Dopo aver trovato un luogo confortevole per trascorrere la stagione fredda, infatti, questi insetti entrano in una sorta di ibernazione: grazie alla produzione di speciali sostanze chimiche, possono rallentare al minimo le loro funzioni vitali, affinché possano resistere al freddo, all’immobilità e alla mancanza di cibo tipica delle settimane di gelo. Per raggiungere questo stadio, tuttavia, gli insetti devono prima trovare un adeguato rifugio: questo, di sovente, è rappresentato dall’interno delle abitazioni, per un vero e proprio esodo dall’esterno verso l’interno.

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Durante l’autunno, di conseguenza, non capiterà di rado di vedere numerosi insetti pronti a tentare di entrare in casa, decisi ad attendere l’apertura di una finestra, a sfruttare anfratti nel muro o approfittare di una condizione confortevole al riparo di un mobile. In particolare, molte specie sono attratte dai locali umidi: non alimentandosi durante la diapausa, gli insetti necessitano di assorbire l’umidità naturalmente contenuta nell’aria, per evitare la disidratazione. Non a caso, proprio in autunno le cantine si riempiono di ospiti graditi, ma anche i bagni, nonché lavelli e condotti di scolo.

Le cimici e gli altri insetti dell’autunno

Sono davvero molti gli insetti che, anche in autunno, possono creare disturbo all’interno delle case, proprio in vista della preparazione della diapausa invernale. Le più comuni sono certamente le cimici verdi, la Palomena prasina e la Nezara viridula, tipiche dell’area del Mediterraneo. Negli ultimi anni, tuttavia, i mesi autunnali vedono una vera e propria invasione della Halyomorpha halys, ovvero la cimice asiatica: di colore marrone, e più tozza della varietà verde, è innocua per l’uomo ma molto dannosa per le coltivazioni, in particolare per gli alberi da frutto.

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Tra settembre e novembre non mancheranno, inoltre, le comuni zanzare, pronte a pungere con una certa insistenza, per creare buone riserve di nutrienti tramite il sangue. Ma non capiterà di rado anche imbattersi in un centopiedi e degli altri rappresentanti dei Chilopodi, quindi formiche, tarli, dermatteri, coccinelle, falene e le varietà più comuni di mosche. E, sebbene non siano insetti bensì aracnidi, in autunno potrebbero moltiplicarsi anche gli esemplari di ragni, instancabili nel cercare luoghi mediamente caldi, ma soprattutto umidi. Proprio come i ragni, amanti dell’umidità sono anche coletteri, scarafaggi, grilli e cavallette.

Ma come evitare l’esodo autunnale, trascorrendo il periodo in piena serenità? Innanzitutto, è importante sigillare eventuali fori nei muri, ma anche controllare i battiscopa e le cerniere di porte e finestre. Inoltre, utile sarà evitare i ristagni d’acqua, soprattutto in bagno e cucina: dopo l’uso, meglio accertarsi di asciugare lavelli e rubinetti con un panno. Più difficile l’intervento in cantina, a meno di non sfruttare un deumidificatore, anche casalingo a base di sale grosso.

13 novembre 2016
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