Insegnante nutre tartaruga azzannatrice con un cucciolo di cane: è polemica

Un insegnante finisce al centro delle polemiche negli Stati Uniti, per un caso che ha già acquisito rilevanza a livello internazionale. Il tutto è accaduto negli scorsi giorni presso la Preston Junior High School, nell’Idaho, dove un professore ha deciso di nutrire una tartaruga azzannatrice fornendole un cucciolo di cane vivo, davanti a un piccolo gruppo di studenti. Forti le proteste da parte dei genitori, mentre la scuola sta indagando sull’accaduto.

La testuggine azzannatrice, nota anche come tartaruga alligatore o Chelydra serpentina, è una specie diffusa soprattutto nel Nord America. L’esemplare è un predatore e, grazie ai suoi denti aguzzi, può nutrirsi di piccoli mammiferi, da uccelli a predatori. Secondo quanto riportato dalle fonti statunitensi, un docente della Preston Junior High School avrebbe deciso di mostrare questa caratteristica a un gruppo di studenti, consegnando alla testuggine un cucciolo di cane vivo. Su questo ultimo dettaglio, però, non vi sarebbe accordo: secondo un’attivista locale per i diritti degli animali, il quadrupede sarebbe stato sentito gemere e lamentarsi a seguito dell’attacco perpetrato dalla tartaruga, per altri il quadrupede sarebbe stato invece già morto.

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La notizia è circolata velocemente tra i genitori dell’istituto, tanto da sollevare accese proteste, finite anche sui media locali. La scuola ha quindi deciso di indagare sul caso, ribadendo però una certa sorpresa poiché il docente in questione, Robert Crosland, è stimato e riconosciuto da tutti per la sua passione per la scienza. Sul caso sono intervenuti anche degli ex studenti, pronti a difendere il professore, mentre un gruppo di genitori ha aperto una petizione in suo supporto che ha già raggiunto i 2.500 firmatari.

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Nel frattempo la scuola, così come il Center for Disease Control, hanno sottolineato come esista il divieto di nutrire animali ospitati all’interno degli istituti scolastici con specie che non fanno parte della loro specifica catena alimentare, nonché esemplari randagi, feriti o malati. Questo per evitare non solo di modificare la dieta degli animali, ma anche di diffondere pericolosi agenti patogeni.

15 marzo 2018
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I vostri commenti
danielarosa, giovedì 15 marzo 2018 alle19:16 ha scritto: rispondi »

Spero che se verificato quanto successo,vengano fatte anche sanzioni penali al professore....è qualcosa di veramente terribile,una mancanza di amore per gli animali di etica che un professore di scienze colto proprio non si dovrebbe permettere

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