Fra i cereali dalla tradizione antica ma spesso dimenticati, farro e orzo stanno vivendo una nuova vita. Riscoperti anche come alternativa al classico grano, si prestano a ricette gustose e molto versatili. Utilizzati in combinato, inoltre, esaltano i loro reciproci sapori per dei piatti che difficilmente deluderanno il palato. Come realizzare, però, un’insalata di farro e orzo fatta in casa?

Farro e orzo: cosa sono?

Delle proprietà specifiche di farro e orzo si è già parlato in un paio di articoli dedicati, prima di mettersi ai fornelli può essere però utile un breve riassunto, anche dal punto di vista nutrizionale.

Il farro è una delle prime varietà di frumento coltivate dall’uomo. Inizialmente diffuso in Medio Oriente, in Asia e nel bacino del Mediterraneo, oggi la distribuzione è pressoché globale, distinta in tre varietà principali: il farro monococco (Triticum monococcum), il farro dicocco (Triticum dicoccum) e quello spelta (Triticum spelta). Dal punto di vista nutrizionale è molto simile al grano comune. Povero di grassi, all’incirca l’1,5% dell’intera composizione, presenta un buon apporto di proteine (11-15%) e di fibre vegetali. È quindi una buona fonte di vitamine del gruppo B, di fosforo, di ferro, di potassio e di magnesio.

L’orzo è uno dei primissimi cerali utilizzati dall’uomo a scopo alimentare. Deriva dai cariossidi dell’Hordeum vulgare e le sue origini sono mediorientali, per poi diffondersi in tutto il mondo nei secoli, in particolare dai tempi dell’Impero Romano. Utilizzato sia per l’alimentazione umana che per la preparazione di mangimi animali, oggi l’orzo si trova nelle versioni integrale, solubile, decorticato e perlato. Fatta eccezione per il solubile, ideale per bevande come il caffè d’orzo, le altre tipologie si differenziano per il tipo di raffinazione dei chicchi. Dal punto di vista nutrizionale è un cereale mediamente completo, composto per il 70% di carboidrati, il 10% di proteine e un basso contenuto in grassi, pari a 1.5%. Ricco di fibre vegetali, contiene sali minerali come potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco, calcio e vitamine del gruppo B e del gruppo E.

Entrambi i cereali contengono glutine, un fatto da tenere in doverosa considerazione per chi fosse intollerante o affetto da celiachia.

Insalata di farro e orzo

Realizzare un’insalata di farro e orzo è molto semplice. Di seguito una delle ricette più diffuse, ma le possibilità sono davvero infinite: il piatto può essere infatti accompagnato con le verdure e i condimenti di propria preferenza.

Prima di procedere, si specifica come a seconda della tipologia di cereale scelto – esempio tra orzo decorticato e orzo perlato – potrebbero essere necessari dei tempi d’ammollo variabili, da verificare sulla confezione. Inoltre, questa ricetta è preparata per onnivori e vegetariani anche con la mozzarella, mentre i vegani possono tentar di sostituire l’ingrediente con del tofu.

Ingredienti:

  • 150 grammi di orzo perlato;
  • 150 grammi di farro;
  • 50 grammi di rucola o, in alternativa, di fresco lattughino;
  • 10-15 pomodori ciliegino;
  • 1 mozzarella (circa 100 grammi);
  • Olio extravergine d’oliva e sale q.b.

Si inizia cuocendo l’orzo e il farro in lessatura, a seconda delle proprie preferenze, dopo l’eventuale tempo d’ammollo indicato sulla confezione. Passata circa una ventina di minuti, quando i chicchi avranno assorbito parte dei liquidi, si scolano e si sciacquano in acqua fresca: in questo modo la cottura stessa verrà bloccata, garantendo la giusta consistenza dei cereali al palato.

In una ciotola si inseriscono i pomodorini tagliati a metà, quindi la mozzarella in cubetti o in listarelle a seconda dei propri gusti. Dopo aver risciacquato abbondantemente la rucola, la si taglia in parti generose e la si unisce ai precedenti ingredienti. Qualora si preferisse il lattughino, le foglie possono essere lasciate intere. Si versano quindi farro e orzo precedentemente cotti, si condisce con un filo abbondante d’olio extravergine d’oliva e sale al bisogno, quindi si mescola il tutto per amalgamare i sapori. Si serve, infine, fredda.

15 febbraio 2015
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