L’inquinamento atmosferico in Cina costa in media 4mila vittime ogni giorno. Il problema dello smog cinese sembra ancora lontano dall’essere risolto mentre, sulla base dei numeri diffusi dalla Berkeley Earth, i decessi ricondotti alla cattiva qualità dell’aria risultano il 17% del totale.

Una percentuale di particolare rilievo quindi, considerato che poco meno di una morte su cinque in Cina è causata dallo smog. Come ha spiegato Richard Muller, direttore scientifico presso la Berkeley Earth e coautore dello studio:

L’ultima volta che sono stato a Pechino l’inquinamento aveva raggiunto il livello di rischio; ogni ora di esposizione ha ridotto la mia aspettativa di vita di 20 minuti. È come se ogni singolo uomo, donna o bambino fumasse 1,5 sigarette ogni ora.

Secondo i dati pubblicati l’aria sarebbe al di sotto degli standard USA di salute per circa il 38% della popolazione cinese. Un problema che non riguarderebbe soltanto Pechino, come spiega Robert Rohde, anch’egli coautore dello studio:

Pechino è solo una fonte moderata di PM2.5; riceve molto del suo inquinamento da aree industriali distanti, in particolare Shijiazhuang, posizionata a circa 320 km a sud-ovest.

Sono necessari interventi rapidi e risolutivi contro l’inquinamento atmosferico secondo Elizabeth Muller, direttore esecutivo di Berkeley Earth, che siano in grado di agire su più fronti allo stesso tempo:

Molte delle stesse soluzioni che mitigherebbero il problema dell’inquinamento atmosferico contribuirebbero allo stesso tempo a ridurre il contributo della Cina al riscaldamento globale. Possiamo salvare vite di oggi e di domani.

25 agosto 2015
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