Gli effetti dei rifiuti tossici minacciano l’aspettativa di vita degli abitanti della zona quanto farebbe la malaria. Questo il risultato di uno studio condotto dalla Icahn School of Medicine at Mount Sinai, che nelle sue analisi ha posto sotto esame quasi 400 siti di stoccaggio situati nei territori di India, Indonesia e Filippine.

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A ridurre l’aspettativa di vita sarebbero i livelli molto alti di piombo e cromo dispersi nell’ambiente circostante e destinati a entrare in contatto con la popolazione residente. Danni per la salute come se si fosse in presenza di una grande epidemia, spiega Kevin Chatham-Stephens, autore principale dello studio:

Piombo e cromo esavalente hanno dimostrato di essere le sostanze chimiche più tossiche, e hanno causato il maggior numero di malattie, disabilità e mortalità tra le persone che vivono nei pressi dei siti.

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Lo studio è stato pubblicato online sulla rivista Environmental Health Perspectives e presentato presso l’incontro annuale promosso dalle PAS (Pediatric Academic Societies) a Washington. Significativi i dati relativi allo stoccaggio dei rifiuti tossici nel 2010, ottenuti dopo l’analisi di campioni provenienti da fonti idriche e dai terreni circostanti i siti.

Confrontando i valori risultanti con lo stato di salute degli abitanti ritenuti a rischio, circa 8.629.750, i ricercatori hanno reso noto come a causa dell’inquinamento si siano perduti circa 829 mila anni di vita in piena forma. Più di quanto si è registrato ponendo come causa la malaria, che si ferma a 725 mila. Peggio fa solo l’inquinamento atmosferico, che costa alla popolazione 1,4 milioni di anni di vita. Un segnale inequivocabile secondo Chatham-Stephens riguardo la necessità di mutare atteggiamento in merito al problema:

La ricerca pone i siti di rifiuti tossici alla pari con altri importanti problemi di salute pubblica, come la malaria e l’inquinamento dell’aria.

6 maggio 2013
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