Inquinamento: PM10 e rifiuti radioattivi, Italia rischia maxi multe UE

L’inquinamento continua a rappresentare un grosso problema per il nostro Paese. La Commissione UE ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea. La questione sarebbe rappresentata dalla violazione delle norme anti smog.

L’Unione Europea avrebbe rilevato che il nostro Paese ha più volte commesso violazioni dei limiti stabiliti per il PM10. Il problema dell’inquinamento coinvolge anche altri Paesi che fanno parte dell’Unione e non soltanto l’Italia.

Il provvedimento riguarda anche altri Stati, come Ungheria e Romania, sempre per la stessa ragione. Francia, Germania e Regno Unito sono stati deferiti per aver superato i limiti di biossido di azoto.

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La questione dell’inquinamento in Italia ha radici lontane nel tempo. La procedura di infrazione che riguarda il superamento dei limiti di PM10 è iniziata nel 2014.

Il nostro Paese ha tra l’altro in carico un’altra violazione, che riguarda il superamento dei valori consentiti di biossido di azoto nell’atmosfera. Anche l’inizio di questo problema risale a qualche anno fa, ma fino ad ora non si sono avuti deferimenti presso la Corte di Giustizia Europea.

In Italia è stata messa a punto una vera e propria strategia per la riduzione del PM10, ma i vertici europei hanno giudicato questo piano troppo lento, visto che non ha portato a grandi risultati nel corso del tempo.

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Oltre a tutte queste tematiche l’Italia è coinvolta a livello europeo anche su un altro argomento: il nostro Paese non avrebbe notificato il programma per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi e non avrebbe seguito le indicazioni dell’Europa per quanto riguarda l’abbattimento degli ulivi colpiti dal batterio killer Xylella.

Nonostante il nostro Paese si sia attenuto alle direttive europee per quanto riguarda i programmi di gestione del combustibile nucleare esaurito, non avrebbe notificato il tutto entro il 23 agosto del 2015, tempo limite stabilito per le notifiche da parte dell’Unione Europea.

17 maggio 2018
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