Contrastare l’inquinamento luminoso ed evitare gli sprechi nell’illuminazione pubblica. Sono i contenuti dell’appello rivolto al nuovo Parlamento dall’associazione CieloBuio, da tempo impegnata proprio a combattere eccessi ed errori nel settore dell’illuminazione artificiale.

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Tra i primi firmatari della petizione ci sono l’astrofisica Margherita Hack e il climatologo Luca Mercalli, oltre a numerosi accademici ed esperti di astronomia, biologia ed ecologia comportamentale. Tutti convinti che, oltre a far spendere all’Italia molti più soldi del necessario, l’abuso di lampioni stradali e luminarie sia rischioso per la salute di uomini e animali. Di qui le richieste dell’associazione, che prevedono, in dettaglio:

  • Evitare che gli apparecchi di illuminazione inviino luce al di fuori delle aree da illuminare e soprattutto che la disperdano orizzontalmente o verso l’alto;
  • Evitare la sovrailluminazione;
  • Evitare l’uso dell’illuminazione artificiale quando questa non serve; ;
  • Limitare fortemente la produzione di luce a bassa lunghezza d’onda, in particolare ultravioletta e blu;
  • Minimizzare (se possibile, azzerare) l’uso dell’illuminazione artificiale nelle aree di rilevante interesse ecologico-naturalistico;
  • Mirare alla crescita zero del flusso luminoso totale installato e, successivamente, al calo dello stesso, con l’obiettivo di riportare l’Italia a un flusso pro capite massimo installato di 1000 lumen.

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Si legge nell’appello di CieloBuio:

Auspichiamo che provvedimenti significativi contro l’inquinamento luminoso come quelli proposti con l’Operazione cieli bui, che forse sarebbe stato più opportuno denominare Piano per l’utilizzo razionale ed ecosostenibile dell’illuminazione artificiale, siano quanto prima oggetto di dibattito parlamentare.

Proprio l’associazione che si batte contro l’inquinamento luminoso era stata la principale promotrice del contestato provvedimento di razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, proposto e poi ritirato dal Governo Monti. Ora CieloBuio torna alla carica, spiegando che accogliendo le sue proposte, l’Italia potrebbe risparmiare ogni anno circa1 miliardo di euro.

L’appello può essere letto e sottoscritto seguendo questo link.

7 maggio 2013
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