Martedì 7 gennaio 2014 potrebbe essere definito un giorno storico nel mondo dell’ambientalismo. Il principale inquinatore mondiale, la Cina, dopo anni di opposizione alle limitazioni all’inquinamento, ha deciso autonomamente e senza trattati internazionali di darsi delle regole. Ha fissato così gli obiettivi per la riduzione delle emissioni, un traguardo richiesto più volte dalla comunità internazionale, ma che il Governo cinese ha sempre respinto con forza.

Stando alle nuove linee guida, le grandi città della Cina dovranno ridurre del 25% le loro emissioni ogni anno. Finora l’unico obiettivo che il colosso asiatico si era posto era del 5%, praticamente quasi nulla, ma la rabbia che stava montando nella popolazione ha costretto i governanti a cambiare rotta. Come abbiamo visto negli ultimi mesi, le autorità le hanno provate tutte per abbattere l’inquinamento. Hanno provato a chiudere gli aeroporti, a limitare il traffico autostradale e persino a non far entrare le auto nelle città. Ultimamente era stata proposta anche la pioggia artificiale, ma nulla può essere fatto senza un obiettivo preciso in mente.

I dati dopotutto parlano chiaro. Secondo l’ex ministro della Salute Chen Zhu, l’inquinamento atmosferico nel Paese provoca tra 350 e 500.000 morti premature ogni anno, uno scotto troppo pesante che la popolazione non è più disposta a tollerare. La richiesta di provvedimenti in tema ambientale non poteva più essere ignorata, e allora, come molti aspetti della vita politica cinese, anche questo è stato drastico. In base alle nuove norme, le grandi città come Pechino dovranno ridurre le proprie emissioni di PM 2,5 del 25% ogni anno; le Province orientali del Jiangsu, Zhejiang, Shandong e Shanxi settentrionale dovranno ridurle del 20%, quelle del Guangdong e del Chongqing del 15 e quella della Mongolia interna del 10%.

Solo così, con un controllo a livello locale, dicono gli ideatori dei nuovi limiti, si potrà ridurre la cappa di smog che attanaglia le metropoli e provoca malattie incontrollabili che stanno letteralmente uccidendo la popolazione cinese.

9 gennaio 2014
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