Inquinamento indoor: un sensore low cost capterà le particelle tossiche

L’Unione Europea ha finanziato il progetto IAQSENSE, un programma di ricerca per la messa a punto di una nanotecnologia capace di rilevare le particelle tossiche presenti negli edifici. L’inquinamento indoor, causato dai composti organici volatili, è una vera e propria piaga per la salute pubblica. La maggior parte delle persone, nei Paesi occidentali, trascorre infatti più tempo tra le mura domestiche o del luogo di studio e lavoro, piuttosto che all’aria aperta. La qualità dell’aria indoor è dunque una questione che merita la massima priorità per scongiurare il rischio di patologie respiratorie, tumori e allergie.

Il rivoluzionario sistema di sensori progettato dal team di ricercatori del progetto IAQSENSE riuscirà a monitorare con estrema precisione e affidabilità la composizione dell’aria negli edifici e negli abitacoli dei veicoli. I sensori capteranno la presenza di inquinanti chimici e biocontaminanti, riuscendo a determinare in tempo reale e con esattezza la loro concentrazione per poter intervenire in caso di livelli pericolosi per la salute umana. IAQSENSE sfrutta una nanotecnologia di sensori wireless a base di ioni e funziona come uno spettrometro, separando e analizzando le concentrazioni di ciascun gas.

Il sistema di sensori contro l’inquinamento indoor è rivoluzionario non soltanto per l’affidabilità, ma anche per le ridotte dimensioni e il costo basso che lo rendono pratico e pronto per il mercato di massa. Impensabile, d’altra parte, credere di risolvere un problema diffuso come l’inquinamento indoor con tecnologie costose e non abbordabili dai più.

L’inquinamento indoor, oltre a provocare danni a lungo termine all’organismo e patologie respiratorie croniche, causa effetti a breve termine che influiscono sulla produttività al lavoro: dal mal di testa alla sensazione di affaticamento, dai malori alle reazioni allergiche. Migliorare la qualità dell’aria indoor potrebbe dunque sia ridurre la spesa sanitaria pubblica, sia incrementare la produttività dei lavoratori e le abilità cognitive degli studenti, alle prese ogni giorno con gli alti tassi di inquinamento delle aule scolastiche.

18 aprile 2014
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