L’esposizione agli agenti inquinanti può rivelarsi un fattore di rischio importante per l’insorgenza di diversi tipi di tumore. Per capire quali sono le sostanze più pericolose e limitare l’esposizione della popolazione all’inquinamento, con normative maggiormente restrittive, occorre mettere a punto test di valutazione del rischio di cancro affidabili e rapidi.

A fare progressi in questa direzione sono stati i ricercatori della Oregon State University che hanno ideato un nuovo metodo per individuare le sostanze cancerogene, veloce e attendibile. I ricercatori hanno preso in esame alcuni inquinanti ambientali molto comuni: gli idrocarburi policiclici aromatici. Queste sostanze vengono immesse nell’atmosfera nel corso del processo di combustione del diesel, del carbone e del fumo di sigaretta.

In alcuni esperimenti condotti sui topi di laboratorio, gli scienziati hanno esaminato la risposta genetica delle cellule della pelle agli IPA, per determinare se potevano diventare cancerose. Le cellule reagiscono infatti alle sostanze chimiche generando dei cambiamenti nel DNA. I ricercatori hanno scoperto come misurare l’impronta genetica che certifica le modifiche avvenute nelle cellule.

Alcune reazioni delle cellule possono dunque essere utilizzate come precursori del cancro. Il test permette di ottenere risultati affidabili in tempi brevi rispetto a quelli dei metodi utilizzati oggi, come illustra Susan Tilton, tossicologa che ha curato lo studio:

Dopo solo 12 ore è possibile prevedere se alcuni composti inquinanti sono in grado di provocare il cancro, piuttosto che aspettare 25 settimane permettendo ai tumori di svilupparsi.

La ricercatrice svela che per alcuni composti potenzialmente cancerogeni si ottengono risultati con percentuali di errore molto basse. Il prossimo passo dei ricercatori sarà testare il metodo di analisi con un gruppo più ampio di inquinanti e composti chimici. Il modello sviluppato potrà essere utilizzato anche sulle cellule umane, velocizzando gli screening per i tumori.

Per avviare i loro studi i ricercatori hanno scelto di iniziare dagli idrocarburi policiclici aromatici perché sono agenti inquinanti diffusi nell’aria, nell’acqua e nel suolo. La scienza ne ha classificati centinaia. Alcuni sono noti agenti cancerogeni, per molti altri invece mancano studi approfonditi sul potenziale cancerogeno.

Una lacuna che i ricercatori americani vorrebbero colmare al più presto per evitare di far correre rischi inutili alla popolazione, esposta quotidianamente e in modo massiccio all’inquinamento ambientale.

12 maggio 2015
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