L’inquinamento è sicuramente un fattore strettamente legato al benessere dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda la salute dall’apparato cardiocircolatorio. L’allarme è costantemente creato dal problema dello smog derivante dalle attività di scarico delle industrie, dall’abuso delle automobili e dalle fonti di riscaldamento. In un contesto dove le più grandi città mondiali prevedono un livello di sostante chimiche molto elevate nell’aria, basti pensare ai PM10 sempre sopra la soglia di città come Milano, a farne le spese sono soprattutto i bambini: asma e allergie sarebbero in preoccupante aumento.

Non è, però, solo Milano a soffrirne. Un recente studio pubblicato su “Pediatric Allergy” dimostra come a Palermo su 2.150 studenti delle scuole dell’obbligo della città 1 su 4 presenta allergie. I disturbi si dispiegano nell’impossibilità di tollerare alcuni alimenti, anche non necessariamente derivanti da produzione industriale, e in crisi di asma. Per quest’ultimo caso, inoltre, sarebbe determinante anche il fumo, non solo assorbito per assunzione diretta, ma anche in modalità passiva. Il dato è sicuramente scioccante, basti pensare come dal 2002 sia cresciuto di quattro punti percentuali, passando dal 6 al 10,5% del totale degli adolescenti palermitani.

Lo smog, causato da industrie, auto e riscaldamento, causa seri problemi alla salute: asma e allergie in primis.

Per molto tempo si è pensato che le città più inquinate d’Italia, data l’elevata presenza industriale e la forte urbanizzazione, fossero tutte concentrate al nord. Ora i dati, invece, mostrano come non vi sia più sostanziale differenza fra gli estremi geografici della nazione. A confermarlo è Fabio Cibello, pneumologo e ricercatore del CNR:

“Nord e Sud nel loro complesso non presentano significative differenze, che invece si evidenziano confrontando le aree urbane con le altre aree. La prevalenza dei sintomi asmatici a Palermo è in crescita e molto vicina a quella di una grande città industriale come Milano nonostante non vi siano rilevanti insediamenti industriali”.

Nel frattempo, dall’altro capo del mondo arrivano ulteriori conferme alle potenzialità dannose dell’inquinamento. Non solo asma e allergie, infatti, ma anche problemi connessi alla salute mentale. Una recente ricerca, condotta a Baldwin County negli Stati Uniti, ha dimostrato come le città particolarmente inquinate presentino un tasso più elevato di disturbi psichiatrici quali ansia, attacchi di panico e depressione. Questa ipotesi si è resa ancora più evidente a seguito del caso della Mare Nera nel Golfo del Mexico: più la popolazione è privata di un adeguato ambiente verde, più è preoccupata per la propria salute e per la sopravvivenza dei propri cari. Un fattore, questo, che rischia di diventare una delle più diffuse malattie del nuovo decennio, considerato il livello precario con cui l’uomo salvaguarda l’ambiente.

18 febbraio 2011
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