L’inquinamento da ozono, elevato nelle aree urbane e suburbane, è stato associato da diversi studi a un rischio maggiore di malattie cardiache e polmonari. Una nuova ricerca svela che l’ozono, in concentrazioni elevate, può influire negativamente anche sulla fertilità femminile compromettendo la capacità di concepimento.

Lo studio, condotto da un’équipe di ricercatori del Pennsylvania State University College of Medicine, ha scoperto che l’esposizione a valori elevati di ozono influisce sui livelli di progesterone, l’ormone femminile coinvolto nell’ovulazione e nella procreazione.

I ricercatori coordinati dalla Dr.ssa Patricia Silveyra hanno esposto un gruppo di topi di sesso femminile, nel giorno previsto per l’ovulazione, a una concentrazione di ozono pari a 2 parti per milione. I topi sono stati esposti all’ozono per 3 ore. I valori utilizzati dagli scienziati nell’esperimento condotto sui topi sono paragonabili ai livelli di ozono a cui sono esposte le persone che vivono nelle città molto inquinate.

Dai risultati dei test è emerso che respirare ozono nel giorno dell’ovulazione non soltanto abbassa i livelli di progesterone, ma riduce il numero di ovuli di ben il 30%.

I livelli di progesterone nei topi che hanno respirato aria pulita erano di 8 nanogrammi per millilitro, a fronte dei 2 nanogrammi per millilitro rilevati nel sangue dei topi esposti all’aria ricca di ozono. L’inquinamento da ozono può compromettere inoltre i segnali cerebrali collegati a una corretta ovulazione, riducendo le probabilità di concepimento.

Sulla base di questi risultati gli esperti avvertono che vivere in aree molto inquinate potrebbe compromettere la fertilità delle donne. I ricercatori si affrettano a specificare che queste ricerche sono state condotte solo sui topi al momento e che occorrono ulteriori studi sugli umani per accertare le conseguenze dell’inquinamento da ozono sul sistema riproduttivo femminile. Ciononostante, come ha sottolineato la dottoressa Patricia Silveyra:

Dal momento che l’ozono accresce i processi di infiammazione nei polmoni, è plausibile che causi la stessa reazione anche in altri apparati del corpo umano.

Questo studio sottolinea ancora una volta l’esigenza di limitare le emissioni di ozono per preservare la salute pubblica. Una misura necessaria soprattutto in estate, quando le particelle inquinanti degli scarichi industriali e delle automobili, in associazione alle alte temperature, si fanno più concentrate e pericolose.

A rischio soprattutto la salute dei soggetti più vulnerabili: anziani, bambini, malati d’asma e persone che soffrono di allergie. In base ai risultati di questa ricerca, anche le donne in età riproduttiva dovrebbero essere elencate tra i soggetti più a rischio a causa dell’inquinamento da ozono.

30 marzo 2015
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mexsilvio, lunedì 30 marzo 2015 alle19:52 ha scritto: rispondi »

Quale ozono ....?? ce ne sono di due tipi ....una carica negativa in piu' ed una in meno ...????

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