L’esposizione all’alluminio può compromettere la fertilità maschile. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di scienziati francesi e inglesi afferenti alle università di Lione e Saint-Etienne in Francia e all’Università di Keele nel Regno Unito. La ricerca è stata coordinata dal professor Christopher Exley, uno dei massimi esperti degli effetti dell’esposizione all’alluminio sulla salute umana e dal professor Michele Cottier, specialista in citologia e istologia all’università Saint-Etienne.

Secondo gli autori dell’analisi l’esposizione all’alluminio può rappresentare un fattore determinante nel calo della conta spermatica. I ricercatori hanno utilizzato un microscopio a fluorescenza e un colorante specifico per evidenziare la presenza di alluminio nel liquido seminale.

L’analisi è stata realizzata su campioni di sperma provenienti da 62 donazioni effettuate in una clinica francese. La ricerca ha dato purtroppo esito positivo: particelle di alluminio sono state identificate sia nello sperma che nel singolo spermatozoo.

A preoccupare maggiormente gli scienziati è stata però un’altra scoperta. Dai dati raccolti i ricercatori hanno infatti evinto una relazione pericolosa: maggiore è la presenza di alluminio, minore è il numero di spermatozoi. Come ha sottolineato il professor Exley a commento dello studio:

In tutto il mondo, negli ultimi decenni si è verificato un calo significativo della fertilità maschile, tra cui il decremento del numero di spermatozoi. Ricerche effettuate in precedenza hanno collegato questo fenomeno a fattori ambientali come gli interferenti endocrini.

L’esposizione umana all’alluminio è aumentata in modo significativo durante lo stesso periodo di tempo. La nostra scoperta di una contaminazione significativa del seme maschile da parte dell’alluminio deve includere questo materiale tra i fattori che stanno contribuendo ad alterare la capacità riproduttiva maschile.

Il contenuto di alluminio medio di tutti e 62 i donatori è risultato essere molto elevato, pari a 339 ppb (parti per miliardo). In alcuni donatori è stata addirittura superata la soglia di 500 ppb.

22 ottobre 2014
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