Inquinamento: quando c’è nebbia è ancora più nocivo

L’inquinamento può diventare ancora più nocivo in presenza della nebbia. Lo hanno sottolineato i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna.

Gli esperti hanno realizzato uno studio sull’argomento collaborando con la University of Southern California. Hanno scoperto che gli inquinanti contenuti nel particolato atmosferico rendono ancora più tossici gli effetti del PM. Il fenomeno è ovviamente molto più accentuato nel periodo invernale, quello che è più critico per l’inquinamento soprattutto nei grandi spazi urbani.

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La nebbia agisce come una sorta di aerosol, catturando le particelle inquinanti. Una parte di esse è soggetta a deposizione, mentre un’altra parte viene rilasciata nell’atmosfera, anche quando la nebbia viene meno. L’effetto delle particelle di nebbia consiste nel modificare la composizione chimica degli agenti inquinanti, rendendoli ancora più nocivi.

Gli studiosi sono arrivati a questa scoperta conducendo delle indagini tossicologiche, per verificare lo stress ossidativo nei tessuti polmonari, quando essi venivano esposti a PM e a goccioline di acqua estratte dalla nebbia.

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Lo studio si è rifatto in particolare a dei fenomeni meteo riscontrati in Val Padana. È emerso che è proprio lo stress ossidativo collegato alla trasformazione determinata dalla nebbia ad essere l’imputato numero uno di molti danni che si manifestano con patologie di carattere cronico.

Tutto ciò dimostra come esista un rapporto molto stretto tra inquinamento e danni che se ne possono ricavare in termini di salute. Per questo motivo sarebbe importante insistere sulle strategie contro lo smog, anche per preservare il benessere individuale.

23 febbraio 2018
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