L’inquinamento sarebbe la causa di 9 milioni di morti ogni anno. Colpirebbe 15 volte più di tutte le guerre del mondo e di ogni forma di violenza diffusa. Sono questi i dati che provengono dal rapporto messo a punto dalla Lancet Commission on Pollution & Health, che ha presentato un resoconto davvero incredibile su come i danni ambientali incidano sulla nostra salute.

Non si tratterebbe soltanto di un problema che tocca da vicino le vite umane. Il disastro è annunciato anche per quanto riguarda l’economia. È stato accertato da diversi studi e analisi comparative che le malattie legate all’inquinamento determinano una riduzione annua del Pil, che può arrivare anche al 2% nei Paesi a reddito medio e basso. Si stima che nei Paesi a reddito alto proprio le malattie determinate dall’inquinamento aumentano la spesa sanitaria dell’1,7%.

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Non è da sottovalutare nemmeno il collegamento tra inquinamento e cambiamenti climatici, di cui sono responsabili soprattutto i combustibili fossili. A essi è imputabile l’80% del particolato. Le autorità stanno tentando di arginare il problema mettendo a punto delle norme specifiche per la protezione ambientale. Sembra però che le misure si rivelino in molte occasioni inefficaci, visto che non diminuiscono le morti provocate da malattie cardiovascolari e respiratorie legate all’inquinamento dell’aria.

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Le previsioni per il futuro non sono certo rosee, perché si calcola che entro il 2050 si aggraveranno i mutamenti climatici. Tutto ciò potrebbe determinare, unito all’urbanizzazione sempre più ampia, un aumento del 50% dell’inquinamento.

Tra i provvedimenti rivelati dagli esperti per arginare il fenomeno ci sarebbe la riduzione dell’uso di sostanze chimiche come metalli pesanti e quegli elementi in grado di influire negativamente sugli apparati endocrini dell’organismo umano, capaci di arrecare danni alla riproduzione e al sistema neurologico.

20 ottobre 2017
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