Nuovi livelli record di inquinamento atmosferico in Cina. Sotto i riflettori ancora una volta Shanghai, già interessata lo scorso mese da un clamoroso annuncio di chiusura per le scuole, le fabbriche e i cantieri. Una vera e propria chiusura della città quella decisa dall’amministrazione cinese, che ha seguito quella della capitale Pechino.

Shanghai ha registrato ieri un livello di inquinamento atmosferico record, una concentrazione di PM2,5 pari a 245 microgrammi per metro cubo, quasi 10 volte quanto stabilito dall’Italia e dagli altri Paesi UE (30 microgrammi/m3). L’allarme è stato lanciato ieri del console USA a Shanghai, che ha diffuso via Twitter i dati resi noti dal centro per il monitoraggio ambientale.

Il livello di allarme assegnato a Shanghai dalle autorità cinesi è 5 in una scala crescente da 1 a 6. Sono stati diramati inoltre avvisi alle scuole per evitare ogni tipo di attività all’aria aperta e tenere i bambini all’interno, onde evitare il contatto con la fitta nube di smog che copre la città.

Sempre alto il livello di emergenza inquinamento atmosferico in Cina, ancora troppo legata a fonti energetiche inquinanti come il carbone e alle prese con un numero di veicoli elevato. La speranza è legata in questi giorni al meteo, con le piogge che dovrebbero nel fine settimana ridurre i livelli di smog di Shanghai, capitale economica di un gigante dal respiro malato.

8 novembre 2013
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