Il prezzo che si paga ogni anno in termini di perdita di vite umane causata dall’inquinamento atmosferico è alto, ma lo è anche il costo economico che la società paga per rimanere in un sistema come quello attuale. A confermarlo ora si aggiungono i dati dell’ultimo rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale, “The Cost of Air Pollution”, realizzato in collaborazione con l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME).

Secondo quanto si trova scritto nel rapporto l’aria inquinata che si respira, soprattutto nelle grandi città e in quelle a più rapido accrescimento, sarebbe la quarta causa di morte prematura nel mondo e tra le varie forme di inquinamento sarebbe la peggiore e la più letale. Causa patologie come il cancro ai polmoni, problemi cerebrovascolari, malattie cardiache e bronchite cronica. Sono 5,5 milioni le persone morte prematuramente nel 2013 per queste ed altre patologie legate all’inquinamento atmosferico. Chris Murray, Direttore dell’IHME, afferma:

Questo rapporto e il carico di malattie associate con l’inquinamento atmosferico sono una chiamata urgente all’azione.

Si perché lo scopo del rapporto è fare capire ai Governi di tutto il mondo che il costo è elevato per tutti, non solo per i cittadini, ma anche per la società in generale e per le economie mondiali. Quantificare i danni che questo nemico, sempre più visibile, fa ogni anno, significa dare elementi ai decisori per agire nella direzione giusta. Si stima che solo nel 2013 siano andati perduti, per cause correlate direttamente o indirettamente allo smog, 225 miliardi di dollari di reddito da lavoro.

Queste perdite annuali costano all’Asia meridionale quasi l’1% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Per l’Asia orientale e il Pacifico si parla di uno 0,25% e per l’Africa subsahariana di uno 0,61% del PIL nazionale. A questo calcolo vanno aggiunte le morti di bambini e anziani che non partecipano al reddito nazionale, ma che sono tra i soggetti maggiormente colpiti dagli effetti negativi di un’aria sempre più irrespirabile.

Se si calcola la “perdita di benessere” causata dalle morti per tutte le età, si arriva ai 5 mila miliardi di dollari di danni, nel solo 2013. Si tratta quindi di un argomento “sensibile” per tutti i Governi, che sono gli unici che possono decidere di intraprendere nuove strade per riuscire a tutelare la salute delle persone. James Thornton, amministratore delegato di ClientEarth, un gruppo di avvocati attivisti per l’ambiente, spiega:

Questo rapporto della Banca Mondiale dimostra che l’inquinamento atmosferico non ha determinato una crisi solo in termini di salute, ma è anche estremamente dannoso per l’economia globale.

Senza uno sforzo serio e concertato da parte dei Governi di tutto il mondo, l’aria tossica continuerà a distruggere la vita e i mezzi di sussistenza per gli anni a venire. I politici devono agire e rapidamente.

12 settembre 2016
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