Inquinamento atmosferico: Italia ancora a rischio sanzioni UE

Il Commissario UE responsabile per l’ambiente, Karmenu Vella, ha invitato l’Italia e i ministri di altri 8 Stati membri dell’Unione Europea a incontrarsi il 30 gennaio a Bruxelles per discutere del grave problema dell’inquinamento dell’aria. Si dovranno trovare e attuare soluzioni efficaci per rispettare i limiti di emissione, una sorta di ultimatum affinché ci si adegui presto ai parametri normativi europei in materia di qualità dell’aria.

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L’Italia è uno dei Paesi indicati come colpevole di mantenere troppo alti i livelli di biossido di azoto, tipico delle emissioni provenienti dai motori diesel che rombano nel bel Paese, e il particolare atmosferico. Ecco perché la necessità di un incontro tra i vertici UE, come precisato dal Commissario Vella:

Questo incontro sulla qualità dell’aria è stato chiesto per tre ragioni: proteggere i cittadini, chiarire che se non vi è alcun miglioramento della qualità dell’aria ci saranno conseguenze giuridiche e infine per ricordare agli Stati membri che questo passo arriva alla fine di un lungo periodo, alcuni direbbero troppo lungo, di offerte di aiuto, consigli dati e avvertimenti fatti.

La nostra prima responsabilità come Commissione è nei confronti di milioni di europei – giovani e anziani, malati e sani – che soffrono di cattiva qualità dell’aria. I genitori di un bambino che soffre di bronchite o la figlia di una persona con una malattia polmonare vogliono vedere miglioramenti nella qualità dell’aria al più presto possibile. Per loro sono inutili i piani di azione che hanno una scala temporale di 10-12 anni oppure dei piani inefficaci.

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Dunque, Bruxelles ha fissato una scadenza per Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito per capire come intendano rispettare gli standard di qualità dell’aria dell’UE. Vella vorrebbe sapere “come e quando intendano raggiungere la conformità” e adeguarsi alle direttive già fornite, e chi non lo farà dovrà affrontare un’azione legale. Il rischio sanzione per l’Italia è alto: soprattutto negli ultimi anni, il governo italiano è infatti fermo sul fronte della mobilità sostenibile ed è apparso come inoperoso sul fronte dell’inquinamento atmosferico.

23 gennaio 2018
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I vostri commenti
giampiero, martedì 23 gennaio 2018 alle13:36 ha scritto: rispondi »

Certo che la UE ha un bel coraggio a pretendere di sanzionare i paesi membri sull'inquinamento, essendo la prima responsabile della fissazione dei livelli di inquinamento dei veicoli, e in più la prima responsabile ad aver fissato dei test di misurazione totalmente avulsi dalla realtà.

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