Inquinamento atmosferico: emergenza sanitaria nel Lazio secondo Greenpeace

L’inquinamento atmosferico nel Lazio è una vera e propria emergenza sanitaria. A sostenerlo Greenpeace Italia e ClientEarth, che questa mattina hanno notificato una lettera di diffida alla Regione guidati da Nicola Zingaretti. Nella missiva viene chiesta l’adozione di un “Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria” capace di individuare le misure utili a riportare, nel più breve tempo possibile, i livelli di smog al di sotto della soglia limite stabilita dalla legge.

La Regione Lazio sfora anno dopo anno, secondo le due associazioni, i limiti relativi a diversi tipi di inquinamento atmosferico (tra cui biossido di azoto NO2 e polveri sottili PM10). Una vera e propria “crisi ambientale e sanitaria”, affrontata secondo Greenpeace Italia e ClientEarth con una normativa vecchia (datata 1999) e inadeguata a risolvere le attuali problematiche.

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Questo malgrado dal 2010, anno di recepimento dell’ultima direttiva UE, le Regioni siano obbligate in caso di sforamento all’adozione di un “Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria” che contempli un calendario di interventi e una valutazione degli impatti e dei miglioramenti attesi. Caratteristiche assenti dalle normative laziali. Come ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia:

Mentre l’Italia è sotto procedura d’infrazione in Europa, a un passo dal deferimento alla Corte di Giustizia per la sua inazione contro l’inquinamento atmosferico, la Regione Lazio manca persino di tenersi al passo con la legge; e abbandona la Capitale e ampie porzioni del suo territorio a una situazione ambientale gravissima, con conseguenze sanitarie per la popolazione inaccettabili.

Chiediamo a chiunque si candidi a governare la Regione di approntare presto un nuovo Piano di Risanamento per la Qualità dell’Aria e chiediamo sia un impegno comune a tutti i candidati, per recuperare quanto sin qui colpevolmente non è stato fatto.

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Un primato fortemente negativo quello ottenuto dal Lazio secondo Ugo Taddei, avvocato responsabile del progetto Clean air di ClientEarth, che sottolinea i molti rischi per la salute a carico dei cittadini:

Quello del Lazio è un record negativo: a più di 7 anni dall’entrata in vigore della Direttiva sulla qualità dell’aria, la Regione deve ancora adottare un vero piano con misure efficaci. È la prima volta che in Europa ci troviamo di fronte a un’inerzia così grave. A farne le spese, purtroppo, sono le migliaia di cittadini costretti a respirare ogni giorno livelli di inquinamento fuorilegge e a subire impatti gravissimi sulla loro salute.

Non possono esserci scuse. Se la Regione non si attiverà tempestivamente per adottare il Piano di Qualità dell’Aria, non esiteremo a rivolgerci ai giudici per proteggere il diritto di tutti a respirare un’aria pura, come abbiamo già fatto con successo in tante altre città d’Europa.

19 febbraio 2018
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