L’inquinamento atmosferico rappresenta una grave minaccia per la salute cardiovascolare in ogni fascia d’età. A evidenziarlo è stato un recente studio condotto dai ricercatori americani della Brigham Young University di Provo nello Utah, in collaborazione con i colleghi della University of Louisville.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista specializzata Circulation Research, edita dalla American Heart Association. La ricerca ha scoperto un pericoloso collegamento tra un’esposizione eccessiva al particolato e il cattivo stato di salute dei vasi sanguigni.

Secondo gli esperti vivere in un ambiente inquinato può contribuire all’insorgenza di ipertensione, malattie cardiache e infarto ben prima del previsto. Come illustrato dai ricercatori americani:

L’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico scatena una serie di reazioni avverse nell’organismo, all’origine di gravi malattie cardiovascolari.

Gli esperti hanno analizzato gli effetti sulla salute di un tipo di particolato noto come PM2.5. Queste minuscole particelle inquinanti sono emesse dalle fabbriche, dai motori dei veicoli, dalle centrali energetiche, dal fumo e dagli incendi. Grazie al loro diametro ridotto le polveri sottili riescono a penetrare facilmente nell’organismo attraverso le vie aeree superiori.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 72 persone sane con un’età media di 23 anni, non fumatori e in gran parte bianchi. Oltre la metà dei partecipanti era di sesso maschile. Ai soggetti coinvolti sono state effettuate le analisi del sangue nel 2013, nel 2014 e nel 2015.

Dalle analisi di alcuni marcatori di malattie cardiovascolari i ricercatori hanno scoperto che l’esposizione periodica al PM2.5 provoca diversi danni nei soggetti adulti in buona salute. Tra questi un aumento delle lesioni vascolari; un incremento della morte cellulare; l’infiammazione e l’inibizione della crescita dei vasi sanguigni.

Gli scienziati non nascondono la loro preoccupazione. Studi precedenti avevano già evidenziato un collegamento tra l’inquinamento atmosferico e l’infarto, ma solo nei soggetti con un rischio cardiovascolare alto, come le persone anziane e i malati di cuore. Questa ricerca purtroppo dimostra che anche le persone sane e giovani sono vulnerabili ai rischi dello smog.

31 ottobre 2016
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