L’inquinamento atmosferico influisce sul peso dei neonati. Nuove conferme riguardo una possibile correlazione tra smog e alcune problematiche che coinvolgono le donne in gravidanza e i nascituri arrivano dall’Unione Europea. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine la pessima qualità dell’aria provocherebbe la nascita di bambini sottopeso.

Lo studio finanziato dall’UE sulla relazione tra inquinamento atmosferico e peso dei neonati ha visto coinvolte oltre 74.178 donne in gravidanza, appartenenti a 12 Paesi europei, che hanno dato alla luce un solo figlio in periodo compreso tra il 1994 e il 2011. Sono stati analizzati i dati relativi a sesso, peso e durata della gestazione, così come le concentrazioni di PM2.5, PM10, biossido di azoto e ossidi di azoto nei dintorni dell’abitazione materna e l’intensità del traffico nella zona.

I risultati della ricerca hanno mostrato come i casi di nascita di bambini sottopeso avvenga già al di sotto della soglia di 25 mg fissata dall’UE per il particolato sottile. Adattando questo valore a quello consigliato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si potrebbe evitare l’insorgere del problema al 22% dei nascituri.

Un problema che assume maggiore rilievo se considerato che un peso del neonato inferiore alla media di 2,5 chilogrammi (dopo 37 settimane di gestazione) sia associato a un maggior rischio di problemi respiratori nei primi anni di vita e allo sviluppo in età adulta di obesità, disturbi cardiaci e diabete.

15 ottobre 2013
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