Ogni tanto anche a Pechino è possibile ammirare un cielo terso. Succede in questi giorni: l’inquinamento atmosferico, dopo l’allarme rosso raggiunto all’inizio della settimana, è stato ridotto del 30% grazie a specifiche misure messe in atto dal Governo per affrontare l’emergenza.

La municipalità di Pechino ha individuato 4 livelli di allarme di pericolosità crescente: si va dal blu, al giallo, all’arancione e infine al rosso, quando le concentrazioni di smog nell’aria diventano intollerabili. Quando scatta il massimo allarme alcune misure prendono il via in modo automatico, altre possono essere decise di caso in caso.

In questi giorni il Governo ha deciso per la chiusura delle scuole, di buona parte delle fabbriche inquinanti, dei cantieri edili e ha introdotto le targhe alterne. In una nota pubblicata on line l’amministrazione della città ha quindi dichiarato che le misure messe in atto sono risultate “efficaci” e ha ringraziato i cittadini per la collaborazione, asserendo che in futuro Pechino:

Combatterà al meglio una dura battaglia per prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico.

Le autorità cinesi hanno annunciato la volontà di ridurre del 60% le emissioni delle centrali a carbone entro il 2020, cosa che faranno ricorrendo ad una modernizzazione delle infrastrutture.

Sono state soprattutto le polveri sottili (PM2,5) a preoccupare in questi giorni: nel corso della settimana si sono raggiunti in alcuni momenti anche i 600 microgrammi per metro cubo (le misurazioni sono state effettuate dall’ambasciata americana a Pechino).

Ricordiamo che il limite definito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come soglia di tollerabilità per la salute umana è di 25 microgrammi. Dopo gli interventi messi in atto si è arrivati nella capitale cinese, anche a 22 microgrammi, ma per il fine settimana si prevede che una nuova ondata di inquinamento tornerà a coprire il cielo.

11 dicembre 2015
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