Ogni estate, puntuale come il servizio TV sull’afa, si presenta il problema di far superare alle piante il vostro meritato riposo. Oppure la suocera vi ha chiesto il favore di andarle a innaffiare quelle “quattro piantine sul balcone” che si sono poi rilevate essere più di cento. Non disperate, c’è una soluzione definitiva che unisce scienza a sapere popolare.

Vediamo innanzitutto quali sono i metodi più comuni per innaffiare le piante quando non siete a casa:

  • ritirare le piante in casa, al buio, bagnandole all’inverosimile, sperando che la vegetazione si fermi e che l’acqua evapori pian piano;
  • collezionare bottigliette di plastica da amici e colleghi, forarne il fondo e i tappi, riempirle d’acqua e inserirle a testa in giù nella terra del vaso, quello che vi resta da sperare è che mezzo litro d’acqua per ogni vaso basti per più di tre giorni;
  • fare un piccolo investimento in quei tappi di coccio da avvitare sulle suddette bottigliette d’acqua, se non state via molto e avete magari a disposizione bottiglie da un litro e mezzo, potrebbe essere una soluzione funzionale;
  • investire più di qualche soldo in complessi sistemi d’irrigazione goccia a goccia.

Ma se volete partire davvero sereni sapendo che le vostre piante sopravviveranno seguite i seguenti consigli:

vasi

Occorrente

  • diversi contenitori per acqua come bottiglie, ciotole, secchi, bacinelle (la quantità e la capienza dipendono da quante piante dovete sistemare);
  • una cordicella (fatta con avanzi di maglioni di lana, con ritagli di una vecchia maglietta di cotone, con uno stoppino da lanterna se ne avete oppure con una striscia di stuoia filtrante che potete trovare dai vivaisti);
  • acqua.

Tutto quello che dovete fare è, nell’ordine:

  • selezionare il posto dove conserverete le piante per il periodo in cui starete via: non dev’essere completamente al buio, ma leggermente illuminato, tenerle in casa vicino a una finestra la cui tapparella o persiana verrà lasciata aperta è una buona idea;
  • posizionarci la bacinella riempita d’acqua, che non solo fungerà da serbatoio ma contribuirà a mantenere l’umidità ideale per le piante;
  • disporre i vasi tutt’attorno;
  • bagnare per bene la cordicella prescelta, prima di disporla come segue;
  • infilare un’estremità nella terra del vaso, per qualche centimetro. Se il vaso è molto grande prevedete di mettere più di una corda;
  • infilare l’altra estremità della corda nella bacinella d’acqua, di modo che ne tocchi comodamente il fondo;
  • se avete molti vasi dovrete disporre di più di una bacinella.

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La spiegazione delle nonne per questo metodo è che la corda “tira su l’acqua fino al vaso”, la spiegazione scientifica è pressoché la stessa ma si spiega con la capillarità e i vasi comunicanti, proprio come gli esperimenti di scienze alle scuole medie.

Ed ecco a voi il vostro personalissimo ed economicissimo metodo di irrigazione goccia a goccia per le vacanze.

9 luglio 2013
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I vostri commenti
michele, giovedì 4 agosto 2016 alle13:41 ha scritto: rispondi »

il sistema della corda penso che sia ottimo. si può' usare, secondo me, anche per eliminare l'acqua di scolo dal sottovaso... salutoni e buone ferie a tutti Michele

Vedova Nera, mercoledì 3 agosto 2016 alle11:02 ha scritto: rispondi »

Piante veramente a rischio; specie per le strozzature che si creano dove poggia il filo.

dodo, lunedì 4 luglio 2016 alle13:03 ha scritto: rispondi »

Ma siete sicuri che funziona ? deve essere proprio di lana la corda ? l anno scorso io gli ho attaccato una flebo regolata a goccia una pianta si è salvata l altra non so perché ha smesso di gocciolare forse con il caldo si è strozzato il tubicino

netbucio, mercoledì 22 giugno 2016 alle17:12 ha scritto: rispondi »

Certo, ma il contenitore dell'acqua va posizionato più in alto del vaso, altrimenti l'acqua rimane dov'è! Ciao!

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