Cresce in Inghilterra la richiesta di latte crudo, ovvero del latte fresco appena munto e non sottoposto al processo di pastorizzazione, trattamento che permette di uccidere germi e batteri e rendere quindi commercializzabile il prodotto. Come mai tanta richiesta di latte crudo? Provate! Rispondono i produttori inglesi.

Forse anche a voi sarà capitato, in qualche paese di campagna, di bere del latte appena munto o magari siete tra i fortunati che hanno vicino casa un distributore di latte crudo, una novità che si sta diffondendo anche in alcune zone d’Italia. Non c’è dubbio che l’aspetto, il colore, la consistenza ma soprattutto il sapore del latte crudo siano molto diversi dalla versione pastorizzata, secondo i produttori inglesi “una sorta di anonima acqua bianca”.

I sostenitori del latte crudo ritengono inoltre che, evitando la pastorizzazione, si possano ottenere significativi vantaggi per la salute. Quello che migliora, infatti, non è solo il sapore che varia a seconda della mucca che produce il latte, dell’erba di cui si è cibata, del tempo, ecc. Nel latte crudo si mantengono a livelli molto più alti tutte le sostanze nutritive: vitamine, enzimi e batteri “buoni”. La pastorizzazione serve infatti a disinfettare ma allo stesso tempo riduce le proprietà del latte tra cui la capacità di rafforzare il sistema immunitario e la  flora intestinale. Alcuni studi avrebbero inoltre dimostrato che chi assume il latte crudo è meno a rischio di allergie.

La vendita di latte crudo in Inghilterra è strettamente regolamentata: i produttori devono vendere direttamente ai consumatori, non si passa quindi attraverso i consueti intermediari (negozi o supermercati) e le bottiglie devono obbligatoriamente segnalare un possibile rischio per la salute. Questo perché la Food Standards Authority ha sentenziato, senza mezzi termini, che il latte crudo può contenere batteri pericolosi come la Salmonella e l’Escherichia. Il piccolo produttore inglese Dave Paul ci tiene però a sottolineare che:

oggi il latte crudo viene prodotto in condizioni clinicamente pulite, si può dire che va “dalla tettarella al serbatoio” senza contatto con l’aria, ed è raffreddato a 4C entro cinque minuti. Il rischio è dunque minimo.

Non da tutti però le proprietà del latte sono così osannate. Esiste infatti una corrente di pensiero dell’alimentazione naturale che ritiene il latte (pastorizzato o crudo) un alimento non benefico e a lungo andare perfino dannoso in quanto ricco di nutrienti specifici per i vitellini ma non per gli umani. Voi come la pensate?

Fonti:

29 novembre 2011
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