L’influenza intestinale è un disturbo di stomaco e intestino decisamente diffuso, in particolare fra i bambini e gli anziani. Si tratta della definizione comune della gastroenterite virale, ovvero un’infiammazione – così come suggerisce il nome – dovuta all’infezione da parte di virus. Oltre alle terapie irrinunciabili prescritte dal proprio medico, esistono dei rimedi naturali utili per contenerne i sintomi?

L’influenza intestinale – da non confondere con la tradizionale influenza invernale, poiché coinvolge principalmente l’apparato respiratorio – ha un elevato potenziale contagioso, può coinvolgere persone di qualsiasi età e spesso può essere epidemica. Si caratterizza per sintomi come nausea, vomito, gonfiore a livello dell’addome, mancanza d’appetito, cattiva digestione, diarrea, febbre e forte senso di spossatezza. Il decorso – seguendo le opportune indicazioni mediche – è normalmente positivo, ma l’infezione non deve essere sottovalutata nei bambini, negli anziani e in tutti quei soggetti del sistema immunitario compromesso.

Influenza intestinale: cause e contagio

Lavarsi le mani

Washing Hands. Cleaning Hands. Hygiene via Shutterstock

Sono diversi gli agenti virali che possono causare una condizione di influenza intestinale. Fra questi, i più comuni sono principalmente due specie di virus:

  • Rotavirus: sono i principali responsabili delle infezioni dei bambini, entrano nell’organismo da oggetti contaminati, tramite un contatto oro-fecale. In altre parole, il bimbo si porta le mani sporche alla bocca. Siccome distribuiti su tre gruppi – A, B e C – è probabile che il piccolo possa infettarsi più volte nel corso dell’infanzia, proprio per il contagio con varietà diverse. Negli adulti l’infezione si rivela normalmente di lieve entità e, non ultimo, la frequenza è spesso correlata a viaggi all’estero verso mete esotiche o dall’igiene ridotta. Il disturbo nell’adulto può avvenire anche durante l’accudimento dei più piccoli, ad esempio durante le operazioni di cambio pannolino e pulizia. La malattia, infine, è più diffusa in inverno;
  • Norovirus (NLV): identificato per la prima volta nel 1968 negli Stati Uniti, è uno dei principali responsabili delle gastroenteriti acute e delle conseguenti epidemie. Spesso rilevato nei luoghi ad alta concentrazione umana – scuole, campeggi, navi da crociera, ospedali, circoli ricreativi e via dicendo – il contagio avviene tramite l’acqua contaminata o il consumo di alimenti crudi scarsamente puliti, come ortaggi ma anche crostacei e altri prodotti della pesca. Molto frequente in viaggio, proprio perché non sempre il paese d’approdo può contare su una disinfezione idrica sufficiente, colpisce in qualsiasi momento dell’anno e può causare epidemie anche gravi.

Oltre a questi principali agenti, vi possono essere altri virus in grado di generare gastroenteriti – dagli adenovirus ai calicivirus – nonché infezione di origine batteria. La causa del contagio è quasi sempre di origine oro-fecale – anche indiretta, ad esempio nel caso di scarsa pulizia delle mani nella preparazione di pasti altri – o connessa ad alimenti contaminati. Il decorso va dai due giorni alla settimana, a seconda dell’agente scatenante.

Rimedi naturali contro l’influenza intestinale

Acqua in bottiglia

Pouring water from bottle into glass on blue background via Shutterstock

Le decisioni sul trattamento dell’influenza gastrointestinale spettano sempre al medico curante o allo specialista di riferimento: è meglio sempre evitare l’automedicazione, anche perché le conseguenze dell’infiammazione – soprattutto se non correttamente curata – potrebbero essere anche gravi, fino a condurre alla disidratazione. Il medico indicherà i farmaci eventualmente da assumere – gli antibiotici solo in caso di infezione batterica, perché ovviamente non hanno effetto sui virus – e altri eventuali trattamenti. Importante è non cercare di interrompere i sintomi con dosi massicce di antidiarroici, come quelli da banco, perché potrebbero rallentare l’eliminazione del virus.

I rimedi naturali entrano in gioco come eventuali palliativi dei sintomi e devono essere certamente concordati con il medico. Si possono rilevare due gruppi: i comportamenti da assumere, sia igienici che di dieta, e i prodotti vegetali veri e propri. A livello igienico, la prevenzione avviene grazie ad alcuni semplici consigli:

  • Bere solo acqua di bottiglia quando si è in viaggio;
  • Non raffreddare i drink con cubetti di ghiaccio nelle mete turistiche a rischio;
  • Lavarsi accuratamente le mani prima di cucinare, di mangiare o dopo il contatto con un soggetto infetto o l’esposizione agli agenti esterni, quali il terriccio;
  • Non assumere cibi crudi se non se ne conosce l’esatta provenienza;
  • Lavare di frequente in lavatrice biancheria, sia intima che da letto, dei soggetti malati, per evitare contagi accidentali;
  • Prestare particolare cura all’igiene nella pulizia e nel cambio pannolino dei più piccoli.

In caso l’infezione sia già in corso, può essere utile prediligere alcune tipologie di alimenti:

  • Si prediligano i preparati leggeri, come la pasta o il riso in bianco, per non affaticare stomaco e intestino già provati dall’infiammazione;
  • Si scelgano i passati di verdura, le patate bollite, il pane tostato e gli alimenti a scarso contenuto di sale e zucchero;
  • Si assuma succo di limone e banane, non in quantità eccessive, dato il loro blando potere astringente;
  • Si prediliga la cottura al vapore delle carni bianche o del pesce, abbinandola a del parmigiano di guarnizione;
  • Si mantenga sempre elevata l’idratazione del corpo, data la perdita continua di acqua dovuta alle scariche, anche con succhi agli agrumi o camomilla.

Sul fronte dei rimedi naturali veri e propri, quindi erbe o infusi, bisogna prestare particolare attenzione. Non solo per i possibili effetti collaterali, ma anche perché potrebbero peggiorare i sintomi. Si evitino tutti quei ritrovati astringenti poiché, nonostante il fastidio delle scariche, il corretto svuotamento consente una più facile eliminazione degli agenti infestanti. Allo stesso modo, si presti attenzione a quelle erbe dal forte impatto lenitivo – quali la malva – che, pur riducendo bruciore e gonfiore, hanno tuttavia un’azione diarroica indesiderata. Possono essere consigliati infusi alla camomilla e menta, poiché possono sedare parte dei sintomi, ma anche il tè all’anice dato il suo potenziale calmante a livello di stomaco. Mediamente utile anche lo zenzero, poiché antinfiammatorio, mentre per l’assunzione di antispasmodici naturali dalle note interazioni e controindicazioni – quali la passiflora, spesso con leggerezza consigliata su forum e social network – è sempre necessario il parere dell’esperto di fiducia.

2 settembre 2014
I vostri commenti
giorgio , giovedì 4 settembre 2014 alle14:18 ha scritto: rispondi »

interssante come sempre,qualche rimedio naturale per le emorroidi? grazie

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