L’influenza continua imperterrita ad attraversare lo Stivale e, così come sostengono gli esperti, il picco dei contagi potrebbe giungere proprio questa settimana. Quest’anno i ceppi di virus più diffusi paiono essere due: la già conosciuta suina, declassata allo status di normale influenza, e l’H3N2 del gruppo A, un sottotipo che solitamente attacca in modo fastidioso le vie respiratorie. La immagini provenienti dagli Stati Uniti hanno di certo spaventato l’opinione pubblica, ma vale la pena di ricordare come in Italia la situazione non sia critica e come non vi sia motivo di preoccuparsi qualora non si facesse parte di una categoria a rischio. L’influenza, in assenza di altre condizioni pregresse o croniche, è tutt’altro che una condanna a morte e l’organismo ha la piena capacità di battere l’infezione. In questo, però, quale ruolo ha l’alimentazione? Una dieta vegana o vegetariana possono aiutare?

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Prima di addentrarsi nell’analisi dei vantaggi dei vegetali per i malanni di stagione, è bene però concentrarsi su una catena che da giorni sta circolando incessantemente sui social network facendo molti proseliti. Secondo le informazioni diramante, l’influenza sarebbe direttamente connessa all’alimentazione onnivora, perché i virus influenzali si sviluppano negli animali e contagerebbero l’uomo tramite l’ingestione, facendo così il salto di specie. L’allarme invita gli utenti a non consumare carne, perché primo veicolo di contagio. Si tratta, in realtà, di una palese bufala. È vero che il virus influenzale può trovare il proprio focolare negli animali come i suini e i volatili, ma il salto di specie – un processo tutt’altro che immediato – non avviene di certo mangiandone la carne. Senza pretesa di essere esaustivi, il virus influenzale è decisamente mutevole ed è per questo che i vaccini devono essere rinnovati di anno in anno. Il contagio avviene unicamente tramite le vie aeree – in genere con goccioline di saliva – e il salto di specie si verifica quando il virus scova una mutazione genetica favorevole a questo scopo. Insomma, l’influenza non si prende mangiando la carne di un animale infetto – oltre alla cottura e al suo effetto sterilizzante, è anche improbabile che la carne di suini malati sia messa in vendita – bensì tramite la condivisione degli stessi spazi con un individuo infetto. Anche vegetariani e vegani, allora, possono naturalmente ammalarsi, nonostante l’assenza di carne dalla loro dieta.

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Fatta questa premessa, è certamente doveroso riconoscere alle diete vegane e vegetariane un effetto positivo per il contenimento dei sintomi influenzali, anche se ovviamente l’effetto è coadiuvante e non sostitutivo dei farmaci. I vegetali – in particolare la frutta – sono indicati durante la convalescenza perché ricchi di vitamine, come la vitamina C, fondamentali per il rinforzo delle normali difese immunitarie del corpo. Inoltre, le fibre possono aiutare a regolarizzare il transito intestinale messo a dura prova dall’infezione, al contrario dei prodotti caseari normalmente di più difficile digestione. Ma quali sono gli alimenti a prova di virus? Ecco alcuni consigli:

  • Aglio: dai noti poteri antibatterici, l’aglio è da sempre utilizzato come anticongestionante. Non ha effetti diretti sul virus dell’influenza – non è un battere – ma può aiutare per le infezioni opportunistiche come il raffreddore o per liberare i polmoni dal troppo muco. Utili, perciò, sono i brodi vegetali contenenti spicchi d’aglio, senza però esagerare;
  • Arance, kiwi e ananas: la vitamina C è amica di tutti i malati, le proprietà di rinforzo del sistema immunitario sono studiate dall’inizio del ‘900. Arance, kiwi e ananas ne sono particolarmente ricche, quindi via libera a spremute e succhi di frutta per tutto il periodo influenzale. In caso di influenze intestinali, però, bisogna ricordare come il kiwi aumenti naturalmente il transito, quindi potrebbe non essere la prima scelta in caso di dissenteria;
  • Zenzero: una recente ricerca ha dimostrato il valido aiuto dello zenzero per il sistema immunitario. L’erboristeria ne consiglia le radici, ma il gusto particolare potrebbe non essere gradito a tutti;
  • Verdura cotta: la verdura in generale fa benissimo all’organismo in caso di influenza. È però meglio privilegiare quella cotta a quella cruda, nonostante la cottura ne possa limitare le sostanze nutritive, perché lo stomaco e l’intestino potrebbero già essere stati messi a dura prova dall’infezione. I vegetali crudi, di norma, sono più difficili da digerire;
  • Alimenti proteici: anche le proteine sono utili in caso di influenza, quindi via libera ai legumi, in particolare le lenticchie;
  • Tè verde: le proprietà antiossidanti del tè verde sono note da tempo. A queste, però, si aggiunge uno straordinario potere mucolitico, utile in caso di tossi severe.

27 gennaio 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 29 gennaio 2013 alle1:16 ha scritto: rispondi »

Il marasma informativo è sempre più evidente, infatti hanno pubblicato diversi studi sul caffè e la cioccolata, per non dire di altri prodotti di largo consumo, e le conclusioni risultano diametralmente opposte. Mi sorge il fondato dubbio che ogni studio o sbandierata affermazione siano legati ad interessi specifici e non certo finalizzati alla salute dei consumatori.

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