Influenza aviaria: nuovo focolaio in Provincia di Roma

È allarme per l’influenza aviaria in Provincia di Roma. Un focolaio del virus è stato scoperto in un allevamento di Tivoli. Per questo motivo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha attivato un piano per mettere in atto delle procedure sanitarie con l’obiettivo di arginare la situazione.

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Sono state stabilite delle zone di protezione, costituite da alcune aree della periferia della Capitale, dalla zona est di Roma e dal territorio di altri 16 Comuni. È stato disposto di tenere gli animali separati dagli altri. Inoltre non potranno essere trasportati uccelli, pulcini e uova. L’Asl di Roma ha dichiarato che non ci sono pericoli per la trasmissione all’uomo:

Il rischio di infezione è pressoché nullo e non c’è alcun rischio di trasmissione dell’aviaria attraverso il consumo di carne o uova.

Gli unici potenziali a rischio contagio potrebbero essere coloro che si trovano a contatto diretto con i polli, in particolare gli allevatori e chi opera nel settore agroalimentare. Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo ha incontrato il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. L’incontro ha avuto lo scopo di definire le procedure da adottare, anche perché il problema non sembra riguardare soltanto il territorio romano, visto che anche a Ferrara, a Vicenza, a Padova e in tutta la Lombardia sono stati registrati altri casi di influenza aviaria.

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A Tivoli ci si è accorti della presenza del virus inizialmente perché si sono verificati molti casi di mortalità fra gli animali di allevamento. È intervenuto a questo punto l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio, che dopo varie analisi ha individuato il virus del sottotipo H5N8.

Adesso con le misure predisposte a livello legislativo si prevede anche un censimento degli animali allevati presso le aziende avicole, in modo che possano essere sottoposti ad esami. Nelle aree del focolaio il pollame deve essere tenuto all’interno degli edifici, le carcasse devono essere distrutte rapidamente e i veicoli e le attrezzature utilizzate per l’allevamento devono essere disinfettati opportunamente. È stato dato anche lo stop alle fiere e alle mostre. Le misure di sicurezza dureranno per 21 giorni nelle zone più vicine al focolaio e per 30 in tutto il territorio definito dalle zone di protezione.

15 novembre 2017
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