Influenza 2018: cosa fare in gravidanza

L’influenza è il malanno invernale più diffuso, capace di costringere a letto circa 5 milioni di italiani ogni anno. Tra questi figurano anche diverse donne che attraversano il periodo della gravidanza. Un momento delicato, in corrispondenza del quale le difese immunitarie si mostrano più deboli nei confronti degli attacchi portati dal virus influenzale.

=> Scopri 9 tisane per combattere l’influenza

Contrarre l’influenza durante la gravidanza non rappresenta in linea di massima una fonte di particolari pericoli per futura mamma e feto, ad eccezione dei possibili rischi legati a un forte rialzo della temperatura corporea della gestante. La risposta dell’organismo a un eccessivo livello di febbre potrebbe portare a contrazioni indesiderate e quindi a un parto prematuro. Si parla in questo caso di un livello superiore ai 38 gradi centigradi.

Come comportarsi

Innanzitutto è opportuno non sottovalutare i sintomi legati all’influenza, come febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari/articolari e raffreddore, ma evitare di esporsi a correnti d’aria o forti sbalzi termici. Prolungare se necessario i periodi di riposo, e di tanto in tanto procedere con dei lavaggi nasali per migliorare la respirazione. A questo proposito è bene anche dormire con un cuscino sotto la testa e a pancia sopra.

=> Leggi quali sono sintomi e contagio dell’influenza

Opportuno inoltre aumentare l’assunzione giornaliera di vitamina C, ricorrendo alla sera anche a un bicchiere di latte caldo con un cucchiaino di miele. In alternativa è possibile ricorrere ad alcune tisane tra quelle tollerate anche in gravidanza. Da non sottovalutare l’alimentazione, che deve essere nei giorni di malattia leggera e ricca di frutta e verdura per assicurare il giusto apporto di vitamine e sali minerali.

In caso però la febbre tenda ancora a salire è opportuno contattare il ginecologo per informarsi sui passi da compiere in relazione al proprio caso specifico, onde escludere possibili controindicazioni particolari dovute ad esempio a reazioni allergiche o interazione con eventuali terapie farmacologiche. Viene solitamente consigliato dal medico il ricorso al paracetamolo, generalmente ben tollerato anche in gravidanza seppure non esente da possibili controindicazioni o effetti collaterali generici (non legati quindi al particolare stato della donna, né al genere o all’età).

12 gennaio 2018
Lascia un commento